La Resegup di Andrea Sommariva e Luca Bottini!

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Sabato si è corsa la RESEGUP 2013, Skyrace di 24 km molto impegnativa.
L´ISKYT è stata rappresentata da 2 grandi “personaggi” che hanno scritto le loro impressioni per noi…

di Andrea Sommariva

Il Resegone è, insieme alle Grigne, la montagna dei milanesi, e si affaccia sul Lario.
Sono nato a Milano, ma nelle mie vene scorre anche acqua di lago, essendo mia madre e i nonni materni di origini lariane.
Il tutto per dire che, in mancanza del Trofeo Scaccabarozzi, non potevo mancare a questo appuntamento Skyrunning, tanto più che cade a fagiolo nella mia programmazione pre Trail Oasi Zegna, la gara clou della prima metà dell´anno.

Si parte alle 15.30 in punto dal lungolago lecchese, quindi niente levatacce, e già nei preparativi pre partenza si respira l´aria dell´evento importante, tantissimi atleti, iscrizioni bruciate con mesi di anticipo, tanto pubblico e organizzazione perfetta.Si capisce al volo che questa è una gara “ricca”, con tanti sponsor importanti e “generosi”.
Schematicamente la gara consiste in una lunga salita senza soluzione di continuità fino al rifugio Azzoni,noto per i magnifici panorami che offre e per le ottime polente con lo stufato, appena sotto la vetta del Resegone, per poi invertire la pendenza in una discesa ripida e tecnica fino alla località “Le Forbesette”.Da qui parte un lungo tratto a mezza costa con continui saliscendi, fino all´ultima salita che porta al Passo del Giuff.Poi lunga discesa corribile fino a Lecco.
Non ho nulla da chiedere a questa Skyrace, se non di divertirmi senza rischiare nulla.
Il clima è caldo e umido, soffro un po´ nella prima ora di salita, dai mille m di quota in poi si sta bene, in vetta ci sono 5-6 gradi.
Corro il più possibile, appena smetto le mani vanno immediatamente sulle ginocchia a spingere, cercando di risparmiare la gamba.
C´è sempre tanto pubblico a incitare, l´atmosfera è bella carica, questo mi piace, come d´altro canto apprezzo la solitudine silenziosa dei trail più lunghi e meno frequentati.
All´Azzoni scollino in 2 ore nette, intorno al 200° posto, mica male penso, prendo un gel e subito giù per il tratto di discesa più tecnico e da me temuto.La parola d´ordine è “rischi zero”, e a questa mi attengo.
Vedo arrembanti discesisti passare, non me ne curo, i conti si fanno al traguardo.
Da “Le Forbesette” in poi il profilo diventa a me favorevole, corro sempre, salita, discesa, falsopiano, e sorpasso parecchi “camosci da discesa”, in tanti sono fermi per crampi, rischio un incidente quando uno di questi che tallonavo aspettando il momento giusto per il sorpasso inchioda in discesa all´improvviso per crampi, urlo, e meno male che ha la presenza di spirito di buttarsi a lato, perchè in quel frangente eravamo sui 20 km/h…
Scollino anche il Giuff e giù fino a Lecco per mulattiera e una infinita gradinata. Come è normale salta fuori un po´ di stanchezza, dato che in quel momento avevo nelle gambe 6000 m D+ in sei giorni, però ormai dopo mesi di allenamenti per creare l´agognata endurance non mollo di certo.
Chiudo in 3h 28´ 48″, 188°nella generale, 176° nella maschile, contento di quella che più che una gara ho sempre considerato un allenamento, seppure di intensità elevata.
Poi risalgo la gara in attesa dell´altro atleta Iskyt, Luca Bottini, e ci corriamo insieme gli ultimi 200 m.Anche lui arriva piuttosto provato, non è una gara lunga, ma 24 km abbinati a 1800 m D+ sono decisamente impegnativi.
Vincono Nicola Golinelli in 2h 13´ 54″ a un niente dal record della gara, peraltro già suo, e Laura Besseghini in 2h 49´ 56″, così recitano le classifiche.
Ma per me ha vinto Severino Aondio, in 6h 00´ 51″, 83 primavere e chissà quanti Resegoni nelle gambe!!!

Ciao, e alla prossima!!!

Andrea Sommariva

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di Luca Bottini

È stata la mia prima skyrace e me lo ricorderò per sempre.
Un po´come è stato il mio primo Ultra Trail ad ottobre dell´anno scorso ad Orta.
Mosso dalla curiosità che questo sport mi sta suscitando da quasi un anno, a marzo decido di iscrivermi alla mia prima gara di skyrunning, la Resegup: 24 km per 1.800 D+. Vuoi perché sono affezionato a Lecco per via di alcuni amici che ho da anni, vuoi perché un amico conosciuto durante le gare, Gianluca, un locale molto appassionato, me ne aveva parlato fin dall´Ultra dell´Orta..vuoi perché sul Resegone non ci sono mai stato, ho così deciso di buttarmi in via sperimentale in quest´avventura. Siamo in oltre 500 alla partenza e giù nel lungolago fa abbastanza caldo..non porto kway o altro (come suggerito dall´organizzazione), anche se in vetta la temperatura doveva scendere.
Volevo partire leggero, senza troppi vincoli, per cercare di essere il più agile possibile. Ai nastri di partenza incontro anche Roberto, un ragazzo con cui avevo condiviso i km finali del recente Porte di Pietra.
Quattro chiacchiere alla partenza e va a finire che corriamo assieme e che condividiamo anche alcuni momenti faticosi dell´ascesa alla vetta, come quando lui stava male e l´ho aiutato con i sali che avevo dietro. Mi impressiona sempre più come questo sport da “pazzi”, dove la componente dello sforzo, della fatica e della determinazione siano requisiti di base, sappia ridurre le barriere relazionali e sociali tra i concorrenti, lasciando spazio ad incontri interessanti che sfociano spesso in rapporti di amicizia belli.

Partiamo e i primi 3, 4 km sono in asfalto e in leggera salita, poi parte la mulattiera, insidiosa con il terreno misto fango, sassi e con faticose gradinate da superare. Il dislivello inizia a salire e non molla un attimo. Passiamo Malnago, la Stoppani e poi la vegetazione si fa sempre più rada, lasciando spazio alla base del Resegone vera e propria: pietre, sassi e sentieri che si inerpicano sempre più: occorre iniziare ad usare le mani per salire. Siamo immersi in una nuvola e il tutto viene reso ancora più epico ed emozionante.
Qui entro nel vivo dello skyrunning, una disciplina che scopro essere davvero estrema. Da una parte l´esperienza che ho di montagna mi porta a non demordere e a concentrarmi sulle salite faticose che conducono alla vetta, dall´altra avverto che la fatica dei ritmi elevati inizia a farsi sentire.

L´alimentazione e l´idratazione sono ottime grazie alla perfetta organizzazione della Resegup, che ha collocato ristori ovunque e molto vicini fra loro, perciò non ho problemi di stomaco o altro.
La verticalità inizia a farsi interessante, risalgo una lunga cresta in arrampicata e ad ogni balzo all´insù sento che il mio corpo viene provato fortemente. Però così è la montagna, ed è anche bello amarla aggrappandosi al suo corpo. Sembra che la conformazione litica sia un chiaro invito a scoprirla, conoscerla, risalirla e conquistarla. Dopo un ripiegamento a destra della cresta inizio a sentire un tifo assai rumoroso che arriva da qualche decina di metri più in su: è la gente del rifugio al Resegone che accoglie gli atleti. Mi ricarico, sono quasi in vetta; gli ultimi strappi in arrampicata poi la gradinata che porta in cresta.
Arrivo in 2h30´, son contento..mangio qualcosa, faccio qualche foto e poi mi lancio giù per la discesa iper tecnica che mi prova non poco. Volo giù con Roberto, che nel mentre sta meglio e si è ripreso. Passiamo dal passo del Giuff, poi giù ai piani d´Erna e alla Stoppani.
Il terreno insidioso e scivoloso mi procura alcuni voli con un po´ di botte qua e la, ma ormai Lecco non è lontana. La fatica è grande, il controllo e la massima tensione che ho dovuto avere fino a quel momento producono anche un accenno di crampo che risolvo subito con sali e stretching. La lunghissima scalinata di Malnago è preludio per l´ultimo tratto di asfalto che conduce al lungolago. Ci siamo! Mancano gli ultimi 100 m all´arrivo e incontro l´insubre Andrea (complimenti alla sua performance!) che ha voluto attendermi. Mi ha accompagnato al traguardo e così, a braccia alzate, tagliamo il traguardo rendendo onore al verde ISKYT.

Anche questa impresa è fatta, ma sono duramente provato e nauseato all´arrivo. Andrea mi aiuta a riprendermi e mi porta qualcosa da mangiare. Qualche scatto assieme e poi ci salutiamo, con la certezza di aver portato a casa una grande esperienza di sport.

Luca Bottini

Fonte: Andrea Sommariva e Luca Bottini

Luca Bottini
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