CERVINO XTRAIL – di Luca Bottini

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Mi sono iscritto a questa gara durante il mese di marzo, se non ricordo male.
Appena ho scoperto che l´X Trail quest´anno sarebbe passato per le “mie” montagne della Valtournanche, mi sono subito iscritto: percorrere in un´unica gara lo Zerbion, le pendici del Tantané, il Col di Nana, scendere a Chamois (dove vado in vacanza da anni) e poi a La Magdeleine, era una sfida emozionante e a cui non ho saputo resistere! Detto, fatto! Sabato 6 luglio arrivo in tranquillità all´area sportiva di Antey st. André, base logistica dell´evento, recupero il pacco gara (contenente un´interessante blanche artigianale valdostana) e mi faccio un giretto nei boschi limitrofi, dove posso già vedere il balisaggio installato.
Poi briefing, cena luculliana all you can eat, infine a nanna in una palestra pressoché deserta (che bello! Non capita quasi mai). In ogni caso arrivano presto le 6:00 e la macchina del Cervino X Trail si mette in moto. Incontro il mio amico Max di Aosta, con cui condividerò gran parte della gara, poi vedo il Team Salomon Agisko al gran completo e colgo l´occasione per salutare l´amico Zarantonello.
Poi arrivano altri big, come Franco Collè (che vince la gara con l´impressionante tempo di 5h49´) e Bruno Brunod, campione storico di skyrunning tornato di recente alle competizioni. Il tempo di sistemare le cose e fare una breve colazione e sono subito le 7:30. A questo giro ho deciso di registrare tanti piccoli filmati della gara così da fare un piccolo reportage su questo sport bellissimo. Via!

Mi aspettano 55km e 4.000 D+. L´inizio è velocissimo, almeno 3 km in piano a 5´ di pace con tutta quella roba in spalla. Poi attaccano le prime salite che conducono al primo ristoro di La Magdeleine. L´umidità è tanta, il caldo, anche…si suda di brutto e, in più, queste malefiche mosche ci hanno ronzato attorno dall´inizio alla fine della corsa. Un fastidio incredibile! Il dislivello si fa sentire e dopo il ristoro dei 10km ancora di più. Dopo un breve passaggio in piano nei boschi si inizia la grande salita che condurrà al primo checkpoint, nonché cima coppi della gara, il Monte Zerbion (2726m). Decido di spingere, ma fino ad un certo punto, senza esagerare. Da quel versante non ci son mai salito allo Zerbion, ma sapevo sarebbe stata dura. Infatti la fatica è tanta..una lunghissima cresta che sale sempre di più fino agli ultimi 100m decisamente ripidi. Fortuna vuole che delle grandi nubi ci avvolgono e garantiscono un clima fresco e vivibile.

 

Arrivo in 3h15 alla Madonna dello Zerbion. Poi parte la lunga sezione di downhill che ci conduce verso l´attacco della seconda cima della gara, la cresta del Monte Tantané. Un tracciato boschivo molto ripido che mette a dura prova il fisico dopo il faticoso dislivello iniziale dello Zerbion. Qui inizio a rallentare i ritmi e lo spettro della crisi del 30esimo km inizia a prendere forma. Fino a quel momento ero stato bene, ora inizio ad intravedere blue screen ovunque. Arrivo in vetta e poi decido di camminare tutto il lungo sentiero in piano che condurrà a Champlong, dove è situato il ristoro del 35esimo km. Puntuale, il crollo arriva: nausea, poca voglia di correre, appesantimento generale, fiato corto. Mi succede spesso nelle gare lunghe, forse devo imparare ad ubbidire alle esigenze di alimentazione del corpo senza basarmi solo sull´istinto della fame. Non so, di sicuro devo lavorarci. Sta di fatto che mi nutro, mi riposo un attimo (ero a metà classifica) e riprendo a camminare. Sono diretto al ristoro del 40esimo alle sorgenti Foresus e provo a spingere in discesa per vedere come sto..sento che mi sto riprendendo e che posso riattivare il sistema. Arrivo giù, bevo un po e inizio l´attacco all´ultima salita verso il Col di Nana. Questo è un sentiero che avrò fatto almeno 30 volte nella mia vita..lo conosco come le mie tasche. Salgo deciso, e inizio la mia piccola rimonta recuperando quelli che durante la mia “crisi” mi avevano superato. Arrivo in cima e ho riconquistato varie posizioni. Qui riprendo a correre a ritmo blando. Vedo con piacere che ho creato un vuoto dietro di me e non c´è nessuno, solo qualche marmotta e dei corvi che orbitano sopra di me. Continuo tranquillo diretto al Santuario della Clavalitè, da cui, poi, attacco la lunga cresta del Col Cheneil. Alla fine della cresta inizia la lunga discesa che condurrà a Chamois. Sto bene, sono quasi a 50 km. Il caldo e la fatica della giornata mi stanno consumando tutte le energie rimaste, ma decido di lanciarmi giù a cannone e al diavolo le vesciche! Recupero 5 posizioni e arrivo giù nel “mio” paesello accolto da un caldo e piacevole tifo. Riempio la borraccia e riparto subito ché voglio mantenere la posizione.
Da li fino a La Magdeleine sono circa 4 km tutti in piano. Senza strafare, corro tutto il sentiero fino all´innesto con la strada comunale asfaltata. Sono a 9h30´ di gara..un tempo di tutto rispetto confrontato alla mia media sugli ultra trail! Qui, però, succede il fatto! Ad un certo punto non vedo più il balisaggio, delle signore sedute in strada (che immagino abbiano visto molti corridori) mi suggeriscono di procedere sulla salita. Cosa devo fare, le ascolto! Sta di fatto che salgo un km e mezzo lungo la strada asfaltata e non trovo più nulla. Mi rendo conto che ho perso il tracciato! Chiamo subito il numero di emergenza, mi faccio rispiegare la strada e mi tocca ridiscendere a cannone (i piedi provatissimi!) per cercare il sentiero corretto. Avrei voluto tornare dalle signore a dirne loro quattro, ma ho evitato. Ora sono nervoso, perché temo di aver perso le posizioni che avevo faticosamente guadagnato oltre al fatto di aver perso tempo prezioso. Mancano 6 km alla fine..il mio istinto è solo quello di scendere alla massima velocità verso il traguardo. Mi aspetta un tortuoso percorso lungo i campi di La Magdeleine per portarmi giù rapidamente di quota. Le pendenze sono intense e i tanti sassi lungo il sentiero provano duramente i miei piedi. Ma ormai vado fino in fondo! Stringo i denti e mi lancio giù per i pendii. Vedo Antey finalmente! Un sentiero mi conduce in un bosco da cui poi esco e vedo stagliarsi all´orizzonte il centro sportivo con il traguardo ben in vista. Spingo alla massima velocità e taglio il traguardo in 11h02´. Per i miei standard, una grande prestazione! Sono contento! Oltretutto scopro, poi, che nessuno di quelli che avevo lasciato alle spalle fino a prima dell´errore mi aveva superato! Con questa soddisfazione nel cuore, mi doccio, mi sottopongo ad un magnifico massaggio a cura di una notevole massaggiatrice e posso quindi prendere la macchina per ritornare in pianura!
Un trail bellissimo che consiglio a tutti e che certamente rifarò! Ciao!

Fonte: Luca Bottini

Luca Bottini
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