TOR DES GEANTS, iskyt è finisher!

Posted on

Credetemi, non è facile mettere nero su bianco quello che ho vissuto questi giorni perché è stata una delle esperienze più “assurde” ed emozionanti della mia vita.

Il puzzle di emozioni e sentimenti è ancora da comporre dentro di me e forse resterà per sempre cosi.

Alcune sensazioni sono troppo personali ed intime, ma vi assicuro che sono devastanti quanto basta.
Il Tor non è un UltraTrail o un Trail ma un vero endurance all´ennesima potenza, portato in un ambiente dall´incomparabile bellezza, ma, in molti momenti, estremamente ostile dove non si può programmare niente, non si può essere certi di niente.
E´ un viaggio da vivere passo dopo passo, con il giusto timore e rispetto per la montagna, soffrendo, piangendo, ma anche godendo dei panorami fantastici e della gente straordinaria che ruota intorno a questa colossale manifestazione.

Un turbinio di emozioni che ti centrifuga per bene e fa emergere aspetti caratteriali finiti nel dimenticatoio, o forse addirittura sconosciuti.Di questa esperienza mi porterò dentro tante cose, che non vi racconterò.
In primis perché non credo di essere in grado di trasmettere con le parole tutte le emozioni, le paure e i reali stati d´animo vissuti. In secondo luogo, non intendo annoiarvi…

Permettetemi però di dirvi che il risultato (per altro migliorabile dal punto di vista della classifica, se non avessi avuto tanti problemi con i piedi), non l´ha conseguito Marco Longhin, ma tutta l´Insubria Sky Team….e badate bene che non sono in cerca di Santità o Beatificazioni…scrivo questo con assoluta convinzione.

L´Insubria Sky Team ha dato ancora una volta dimostrazione di essere un grande gruppo ed è stata in grado di trasformare uno sport individuale in uno sport di squadra…pare assurdo, ma è cosi!

Ricordo la meraviglia e la sorpresa nel vedere dopo 20/25 Km dal via, lo striscione dell´ISKYT appeso nel bosco e subito dopo i compagni di squadra e i parenti (Paolo, Cristina, Barbara, Matilda, Flavio, Alberto, Fiorenza, Lucio e Iliana) pronti a fare festa a me e Teo.Abbracci e sorrisi che ci hanno commosso e caricato!

Le decine di messaggi che ci invitavano ogni giorno a non mollare mi hanno dato più volte la forza di riprendermi dai tanti e assolutamente previsti momenti di difficoltà.

Tanto per rendere l´idea, vi racconto senza vergogna di quella volta che scendendo dal Col della Vecchia con estrema fatica per il dolore alle unghie dei piedi e già martoriato da vesciche, utilizzando i bastoncini quasi come stampelle giungo al punto di ristoro di Niel dove trovo il mitico Alberto.
Stremato e demoralizzato prendo la decisione di non andare avanti.
Già col pettorale in mano da consegnare al responsabile organizzativo presente in quel luogo, ho acceso il cellulare per comunicare a mia moglie la decisione…
In pochi secondi sono stato invaso da decine di messaggi di ogni tipo, amici parenti ma soprattutto uomini ISKYT che mi facevano sentire la loro presenza e mi incitavano in tutti i modi.Ho guardato il pettorale 827 che avevo in mano…ho pensato che non ero ancora andato oltre i miei limiti come avevo promesso a qualcuno…

A quel punto non ho potuto fare a meno che scoppiare in un pianto quasi infantile (Alberto ne è stato testimone), ma che mi ha scosso al punto da indossare immediatamente il pettorale e ripartire affrontando la successiva salita con una energia insperata…episodi simili a questo si ripetevano ogni giorno, anche più volte al giorno.
Per questo motivo sono certo che senza il sostegno della squadra non avrei mai portato a termine la gara.

E poi Barbara, Fiorenza, Matteo e Alberto!Secondo voi, in che termini devo parlare di questi Santi?

Mia moglie mi ha sopportato per 8 mesi e non ancora esausta, ha continuato a farlo anche durante il TOR, trasmettendomi molta energia.
La Regina ha fatto la cronaca dei miei spostamenti spronando tutti a starmi vicino, altra fonte inesauribile di energia…
Teo, dopo l´episodio sfortunato che lo ha costretto al ritiro al 150°km privandolo di un grande sogno inseguito per mesi, è rimasto in Val d´Aosta e mi aspettava ad ogni base vita sorridendo, nonostante i suoi occhi non tradivano l´amarezza. Che bello rivederlo ogni volta…
Alberto è stato il mio (e di Teo) angelo custode…Mi ha seguito fin dal primo giorno, si spostava da una base vita all´altra con la sua auto, mi veniva incontro di corsa sull´ultima discesa per poi scendere con me, mi fotografava, informava Fiorenza e Barbara sui miei spostamenti e sui miei stati d´animo, mi spronava a tenere duro, mi faceva asciugare la biancheria umida…ed infine, ha percorso l´ultima tratta da 50 km con me, con estrema pazienza ha sopportato le mie lamentele per i dolori e anche quando sono crollato dal sonno in piena notte sul sentiero che portava alla cima dell´ultimo fatidico Col Malatrà, lui si è seduto al mio fianco e mi ha lasciato dormire per 15´ per poi svegliarmi e farmi proseguire…UN MITO!

Una volta iniziata l´ultima discesa, altra sorpresa al rifugio Bonatti…sbucano fuori Luca Bottini e Fiorenza Frassinesi, insieme proseguiamo fino all´ultimo rifugio Bertoni dove troviamo anche Jane e a quel punto l´adrenalina sale a 1000, i dolori sembrano spariti (anche grazie alla pozione magica che mi ha offerto un´addetta dell´ultimo ristoro…sssshhhh) e allora giù tutti insieme, la valanga verde fluo!

A Courmayour l´ISKYT è Finisher del TDG 2013 e lo dimostrano gli abbracci e le lacrime tra Jane, Luca, Matteo, Fiorenza e Alberto…lo dimostrano le decine di messaggi e telefonate arrivate al mio telefono, lo dimostra il calore e l´affiatamento che avete dimostrato durante tutta questa folle corsa.Io non ho realizzato un sogno, ma due sogni, diventare Finisher al TDG grazie ai miei compagni di squadra! Per questo voglio che vi sentiate un po´ tutti FINISHER!
GRAZIE!

Fonte: Marco Longhin

Marco Longhin
Scrivi qui le tue info...

Lascia un commento