ZacUp Skyrace a Pasturo, con Raffaele, Alberto e Luca.

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Durante questo mio primo anno di corsa endurance in montagna, ho potuto sperimentare vari terreni e varie tipologie di gare. Tra queste le skyrace e la loro spettacolarità nei tracciati.
Dopo la Resegup di giugno ho avuto l´occasione di imbattermi nella Zacup, una nuova gara, con partenza e arrivo a Pasturo, organizzata come seguito del più che blasonato Trofeo Scaccabarozzi.

I miei compagni ISKYT che l´avevano corsa l´anno scorso mi avevano raccontato cose incredibili sulla difficoltà e sulla bellezza del “Sentiero delle Grigne”. Da qui all´iscrizione il passo è stato breve. Si tratta di un tracciato particolare: 27 km per 2.500 D+ con salita al Grignone dallo Zapel, attraversando molti tratti insidiosi attrezzati con catene e una seconda parte di trail running nei boschi sopra Pasturo, punto di chiusura della gara. Assieme a me viene l´Alby e il Raffaele, nostra punta di diamante dello skyrunning verde fluo.

Già dal briefing si respira un´aria molto positiva, un grande entusiasmo e una gran voglia di fare bene caratterizza tutto lo staff. La competizione è nata da un´idea di Alberto Zaccagni per ricordare il fratello Andrea, alpinista e sky runner, caduto l´anno scorso durante un´ascesa al Cervino dal lato svizzero. Siamo in 380 al via, domenica 22 settembre.
Per me è tutto nuovo anche a questo giro, del resto non son mai salito sulle Grigne. Perciò non so proprio cosa mi aspetta. Alle 8:40 partiamo e i ritmi sono, come è ovvio, molto elevati. Noi ISKYT ci smembriamo dopo poco, ciascuno col suo passo.

La traccia sale con un percorso boschivo molto bello fino a raggiungere i primi passaggi attrezzati, poi il Rif. Riva ed eccoci al primo tratto molto impegnativo che conduce al lungo ghiaione che precede il Passo dello Zapel. Qui, i miei ritmi, mi portano ad arrivare a questo punto mentre si è creato un vero e proprio “cul de sac” lungo la via ferrata. Un biscione di atleti deve arrampicarsi sulle catene, un´operazione che, al netto dei top runner, o di coloro che son riusciti a stare tra i primi, richiede tempo. I
n questo passaggio credo di aver perso dai 20 ai 25 minuti, dopodiché si riparte lentamente a salire, su pendii molto impegnativi e mozzafiato fino a giungere al grande e spettacolare ghiaione che per qualche decina di minuti ci ha trasferiti alle Dolomiti. Ci siamo, superiamo lo Zapel e mi dirigo verso il Bogani, da cui partirà l´ultimo salitone verso la Cima Coppi della gara, il rif. Brioschi in vetta al Grignone.

I miei compagni sono più avanti e ormai non li vedo più. Mi rigenero e riprendo la salita. Il paesaggio diviene via via sempre più bello, costituito da roccette e sassi bianchi. Inizio ad intravedere lassù la cima, e il passo si fa spedito. Sul più bello, riceviamo l´alt da parte dell´organizzazione perché l´elisoccorso doveva intervenire per via di un incidente occorso ad un atleta. Non è possibile procedere, dobbiamo prima attendere che l´operazione si svolga.
A questo punto mi sale il nervoso, non che sia particolarmente competitivo o che abbia chissà quali speranze di classifica, ma gli stop & go su di me hanno effetti negativi nelle ripartenze.
Sta di fatto che perderemo anche li circa 20-25 minuti e la sosta dell´elicottero non è certamente una cosa positiva, dato che la rotazione delle pale crea un effetto risucchio del terreno. L´esito è una sassaiola su tutti noi li rannicchiati.

L´elicottero compie l´operazione e riparte, al che, la foga di alcuni, crea il rotolamento di un masso verso il basso..e ovviamente si stava dirigendo verso di me, fortuna che riesco a scostarmi in tempo. Cerco di sorvolare e riparto; come prevedevo la ripresa del ritmo è faticosa. In ogni caso si apre verso di noi l´ultimo costone attrezzato con catene e in pochi minuti siamo in cima al Grignone. Il paesaggio è spettacolare, ma non mi trattengo molto e cerco di recuperare un po´ nella discesa iper tecnica che ci attende.

La fatica si fa sentire e il controllo su quelle rocce è davvero impegnativo. Spremo al massimo le mie Cascadia, logore da una stagione di fuoco e da oltre un migliaio di km percorsi, stringo i denti e vado giù al bivacco Merlini, poi giù per i prati al Pialeral e da quel punto iniziava il tratto di trail boschivo in falsopiano. Una decina di km tutta in saliscendi e in tempi rapidi sono all´agriturismo Brunino e giù per imboccare una lunga strada bianca che termina nell´abitato di Pasturo e poi dritto verso l´arrivo.

Taglio il traguardo in 6h16´ e sono sfinito, ma molto contento perché si è trattata di una gara davvero spettacolare, proprio secondo lo spirito skyrunning. Doccia, massaggio e pasta party. Mi ricongiungo coi miei compagni; Raffaele ha chiuso in 3h45´, mentre Alby in 4h37´. Siamo stati bravi a portare a casa anche questa e a tenere in bella vista il verde fluo ISKYT, che non è sfuggito ad alcuni fotografi del settore, tra l´altro!

I risultati dei nostri atleti (356 Classificati):
45° Raffaele Dalle Fratte 3h 45´
212° Alberto Castiglioni 4h 37´
347° Luca Bottini 6h 16´

Fonte: Luca Bottini

Luca Bottini
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