Morenic Trail (TO) – 5 e 6 Ottobre

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Ci sono esperienze che vanno fatte perché parte di un disegno più grande.
Sia chiaro, questo Morenic Trail ha lasciato belle sensazioni ma più per il corollario intorno alla gara che per l´evento in sè.
Il distacco emotivo mi ha portato a mantenere una grande lucidità per tutto il percorso, concentrazione mantenuta dall´iPod in funzione senza stop e dal bozzolo in cui ero rinchiuso di sogni e aspirazioni.
L´unico contatto esterno l´ho avuto con un francese davanti a me in settima posizione al km 67 “You´re running strong!”, occhi di ghiaccio e con l´indice della mano sinistra si batte due leggeri colpi sulla fronte: un´altra conferma che a far da protagonista oggi è la testa.
Al tramonto anche la natura sembra iniziare ad annoiarsi della monotonia del percorso e della ripetitività paesaggista, decide così di abbassare una forte nebbia dichiarando bancarotta per mancanza di idee. Una discriminante di poco conto per chi come me ha grandi difficoltà ad orientarsi anche in condizioni di visibilità ottimali!
La gara procederà in tutta tranquillità dedicando ampi spazi alle esplosioni di sapori degli ultimi ristori e maggior ascolto delle gambe in vista dell´Ultra Trail del Lago d´´Orta.
L´organizzazione impeccabile e l´ottima compagnia di Luca hanno compensato una gara in sordina ma che lascerà sicuramente un ricordo piacevole.
Chiuso in undicesima posizione in 13 ore e 57 minuti.

Rob



Qualche mese fa mi ero detto: vorrei chiudere questa mia prima stagione arrivando alla fatidica soglia dei 100k di gara e, se possibile superarli. Trovo questo ultratrail, il Morenic, che si sarebbe svolto ad ottobre. In più conferiva 3 punti UTMB, quella che sarebbe stata, secondo i miei piani, la seconda gara strong della mia stagione 2014. Mi iscrivo. Il tracciato, come mi avevano confermato in molti, era al 90% corribile e senza particolari difficoltà tecniche e di dislivello, tranne l´ultimo passaggio di 18km che conduceva all´arrivo a Brosso. Al che mi ero messo il cuore in pace. Dicevo: sono 110 km abbastanza pianeggianti, pian piano correndo coi miei ritmi, dovrei chiuderlo in 15-16 ore. L´avevo preso con serenità, considerando il chilometraggio e il dislivello accumulati durante la stagione. E così ho fatto. Siamo io e Rob alla partenza, incontro anche il Paolo “Geant” di Gazzada. Lo scenario è molto thriller: banchi di nebbia che stentano ad alzarsi, umidità intensa e freddo percepito notevole, lunghi, anzi, lunghissimi e infiniti tratti boschivi sulle colline moreniche. Si parte! Il tracciato presenta sempre il solito format: bosco, salita sulla collina, attraversamento della stessa, discesa, campagna, piccolo borgo, strada statale, campagna, bosco e di nuovo come prima. I primi 30 km vanno bene, corro con tranquillità. Poi il blackout improvviso. Viene fuori un dolore al menisco esterno sx mai avuto, poi è la volta dei tendini di Achille; poi irrigidimenti muscolari vari e poi mi parte il nervoso! Niente da fare, cammino un po´, mangio, recupero. Cerco di riprendere a correre, ma ad ogni urto del piede è un casino. I dolori descritti si accentuano sempre più. Ma non mollo. O almeno, non ancora. Arrivo al bel castello di Masino, ristoro, stretching, mangio e riparto. Riesco a correre mezz´ora, poi ancora dolori fitti. Mi isolo e faccio partire della Musica, così sarà fino a notte. Mi rendo conto che se corro peggioro il tutto e nel breve mi sarei dovuto ritirare; se invece cammino a passo spedito, potevo gestirmela meglio. Certo, sarei arrivato a notte fonda. Ma quei 3 punti UTMB, ragione principale per cui mi ero iscritto al Morenic, li volevo! In effetti vedo che funziona. Arrivo al 50esimo, poi al 60esimo, poi al 70 (gran ristoro di pasta e mocetta!), poi cala la notte e procedo con la frontale. Sono le 19:30. Il bosco di notte con tutti quei rumori, il silenzio e la nebbiolina non è il massimo della vita..fortuna che avevo una playlist con eliminate quelle sonorità che avrebbero peggiorato la percezione ambientale! Procedo, e le gambe iniziano a peggiorare. Vado avanti e verso l´80esimo km, in mezzo al buio, mi imbatto in Andreas, un ragazzo tedesco in seria difficoltà e a rischio ipotermia. Ovviamente lo aiuto come posso e mi attivo per i soccorsi. Passeranno a prenderlo al ristoro degli 83km. Fortuna che ci siamo! Con non poca difficoltà, lo aiuto ad arrivare là e a metterlo nelle mani degli organizzatori. Chiamo Rob, è arrivato da poco. I dolori, però, si fanno sentire sempre più e le gambe iniziano a sussurrarmi “basta!”. Non ascolto, vado avanti. Altri boschi, altro buio, altra solitudine (Dio benedica lo shuffle!). Ad un certo punto la situazione precipita e le gambe giungono al loro capolinea. Cammino a stento, sono vicino al ristoro dei 91, quello da cui poi sarebbe partita l´ascesa verso la fine. Realizzo che non valeva la pena procurarsi del male per i mesi successivi solo per tentare l´UTMB (ho altri anni davanti, no?) o per mettere in lista per forza una gara da 100km (sono solo al primo anno di questo sport..presumo di andare avanti ancora!). Mentre meditavo, mi viene per caso incontro una persona per chiedermi se avevo bisogno e mi dice che mi manda la Protezione Civile a recuperarmi. Niente, è l´1:15 e la mia gara finisce li in 16h15´ con 91km nelle gambe. Era la cosa più giusta da fare. Con l´orgoglio ferito, Massimiliano, un ragazzo dell´organizzazione mi porta a Brosso, mi fa compagnia e mangiamo assieme all´arrivo. La tipologia di gara non mi è piaciuta affatto, ma 110 e lode all´organizzazione e alle persone del gruppo! Quello che è successo mi fa capire che quest´anno ho spinto tanto e che ho ancora molto da imparare e molto su cui crescere fisicamente. Ora la stagione volge al termine, e con non poche soddisfazioni! Nel suo piccolo, anche il Morenic me ne ha regalate, permettendomi un upgrade nel chilometraggio corso. Quindi, bicchiere mezzo pieno. Ciao!

Luca

Fonte: Roberto Isolda e Luca Bottini

Luca Bottini
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