WINTER ECO TRAIL VAL FERRET + 1° CIASPOLADA DEL MONTE ROSA.

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Mi stavo apprestando a scrivere questo resoconto, e nel consueto sguardo veloce sul nostro Fb apprendo del fatale incidente capitato a Raffaella Bailoni.
Pur non conoscendola personalmente, mi sento in qualche modo coinvolto, infatti quello che è capitato a lei potrebbe capitare a chiunque di noi, soprattutto dopo aver letto della dinamica dell´incidente.
Mi è venuta voglia di non scrivere nulla, per rispetto, oppure di scrivere, ma non nel mio solito modo, normalmente tutt´altro che sobrio.
Oppure di fare un generico e noiosissimo pistolotto sulla sicurezza in montagna.
Poi ho ascoltato le mie emozioni, e mi sono detto, ma perchè?…In fondo Raffaella amava correre e gareggiare in montagna, e un resoconto poco “serioso”, un pò grottesco e rocambolesco è parte integrante di questo mondo, dunque, perchè no?
Resta inteso che tra una riga e l´altra aleggia persistente il pensiero affettuoso verso questa Skyrunner, che non conoscevo, ma che era, e per me rimane, una “collega” che ama quello che anch´io amo.

Dunque…meno 3…2…1…BAAAANG, PARTITI !!!

Questa volta (sabato 18 gennaio 2014 DC) è mister Monte Bianco lo spettatore della mia faticaccia, infatti sono appena partito per Winter Eco Trail della Val Ferret, e visto che chi fa Trail ha spesso fretta, uso, come si usa (?…), l´acronimo WET 2014, che fa anche più figo.
Nell´ appropinquarmi alla partenza faccio un pò di casino, ma in fondo è normale se si considera : levataccia con contestuale approntamento del “materiale” tessile, calzaturiero, enogastronomico etc etc (prepararsi il borsone il giorno prima fa brutto, nè ?!?!), viaggio (da Milano a Courmayeur, con relative pause caffè/wc autostradale ed affini), navette posteggio/partenza + amenità altre ed eventuali, con il risultato di avere solo 10 miserrimi minutini per scaldarmi, però c´erano molti gradi centigradi, purtroppo preceduti da un inquietante segno – …Non mancavano in compenso i nodi di vento, insomma, una brisa polare !!!
Ma basta alzare gli occhi verso le nevi eterne del Gigante Bianco e passa tutto.
Mi aspettano 18 km, e 200 m D+ di pista di fondo ben battuta, la neve è compatta, una polvere perfetta, faccio bene a evitare scarpe chiodate, o ramponate, o con le molle, o cingolate, oggi bastano delle minimal leggerissime.
In questo periodo di forma poco più che mediocre pianifico una condotta di gara da “ragiunatt”, massimo risultato con minimo sforzo: i primi 2 km mi servono per finire il riscaldamento, poi applico una strategia che a me da sempre buoni risultati su questo tipo di distanze e profilo altimetrico: in piano corsa mediamente veloce ma sostenibile a lungo, tassativamente ben coordinata e votata al risparmio energetico, che fa molto contemporaneo con i tempi che corrono, negli strappetti in salita (corti ma cattivelli) corro con passi brevi ma frequentissimi, sulla sommità non accellero ma corricchio qualche metro facendo tre (3, non uno di più, non uno di meno) respironi stira polmoni di recupero, poi mi lancio in discesa alla massima velocità, falcata lunghissima che i falchi, quelli veri, stanno lì a vedere, e alcuni prendono anche appunti…
E porca vacca stracca, funziona !!!, mediamente in piano non sorpasso ma non vengo neppure sorpassato, in salita subisco 2 sorpassi, ma in discesa li ripasso e me ne frullo altri 2, saldo positivo + 2 ogni volta che l´altimetria si muove.
Ovviamente mi ingarello sempre di più ogni km che passa…
I ristori erano ben piazzati, più o meno a ogni terzo di percorso, ma stordito come sono non vedo il primo, non che mi servisse, perchè ho optato per la cintura idrica, ma come riferimento di distanza, dato che correvo senza orologio/gps/macchinetta del caffè.
Amo i ristori, ma non mi fermo, perchè amo ancora di più sverniciare i miei avversari mentre sono affacendati nel gustarsi un prelibato integratore color arcobaleno o a saccheggiare il vassoio dell´ uva sultanina, lo sfrombolaggio al ristoro è una mia specialità, appaga il mio ego più profondo, non so perchè ma l´è propri inscì !!!
Al secondo ristoro (9°km) giro di boa e si comincia a rientrare, sto bene e, come da programma, comincio a pensare alla
progressione finale.
Il mio segnale è il 3° ristoro, da lì comincio a pigiare sull´accelleratore, ne inquadro uno, lo seguo come un segugio, lo punto come un pointer, lo bracco come un bracco, aggancio, 200 m in scia a ripigliarmi un cicinin, e via ancora.
Altro che risparmio energetico, adesso sciallo di brutto, spendo tutto, apro mutui, consulto loschi usurai, frequento bische clandestine, gioco d´azzardo!!!
Potrebbe bastare, ma sento lo speaker dell´arrivo, e a un centinaio di metri un altro Trailer trotta tranquillo e ignaro del suo destino verso il traguardo, e visto che anche in Val Ferret 2+2=sempre 4, non rallento, la mia playlist mentale suona “ti do la stessa possibilità di neve al centro dell´inferno, ti va?” (cit. da Male di miele, Afterhours, Teo, questa è tutta per te !!!), gli mangio tutti i metri di vantaggio, mi incollo tipo Bostik bicomponente, digerisco con un moderato ruttino i suddetti metri, (mentre dal Gigante Bianco si stacca una catastrofica valangona, che coincidenza !!!) e anche lui segue lo stesso malinconico destino del precedente SnowTrailer.
Taglio il traguardo facendo l´aeroplanino, mai fatto in vita mia, giuro, ma stavolta anch´io sono felice-felice-felice e non resisto.
Questo per me è un lungo in quota pre Ciaspalonga, quindi acchiappo la coperta in Pile che davano all´arrivo e riparto in senso inverso per rifarmi il percorso, ovviamente a ritmi più moderati, incito in ogni modo tutti, raccontando anche balle clamorose, ma a fin di bene (tipo:la copertine le danno solo a chi scende sotto il muro dell´ora e mezza, o dicendo alla 4°donna che la terza era in crisi e che spingendo poteva fare podio, mentre la 3° era già sotto la doccia etc etc).
I Trailers francesi, vedendo uno squinternato correre in senso inverso agitando una coperta di un colore improbabile (l´altra era nera e a me non garba il nero) e berciando frasi sconclusionate, rimanevano piuttosto basiti, ma va bè, se ne faranno una ragione, i Trailers sono un pò pazzoidi, si sa !!!

Tanto per autopagellarmi mi do 6,5 (scala 0-10) per la strategia di gara e per la prog andata a buon fine (settimana scorsa all´Ysangarda Night Trail volevo tentarla ma non ne avevo), mentre agli organizzatori va un bel 10, per il percorso, ristori, sito internet, location prestigiosa, docce/spogliatoi, navette frequenti e gratuite, gentilezza, professionalità.
E mettiamoci anche la lode perchè uno di loro mi ha accompagnato al ristorante dove pranzavano con la guest star Francesca Canepa (fresca reduce dall´impresa in Cina, era lì per premiare le prime tre donne e farsi un allenamento per i fatti suoi…sarà partita da Torino?), e c´è scappata la foto (ovviamente passavo di lì per puro caso…ehm…).
Ho molto apprezzato il pacco gara, bello, utile ed originale, consistente in un plaid con logo dell´evento, anche perchè il “pacco” vero e proprio non c´era, in armonia con il nome e lo spirito “eco” dell´evento.

Qualche dritta veloce per chi lo vuole correre il prossimo anno :
– la partenza è alle 11, ma per metà gara si è all´ombra, anche in caso di tempo buono fa freddo, regolarsi.
– la seconda parte di gara è al sole (ovviamente se c´è), prevedete di togliervi qualcosa.
– non servono scarpe particolarmente grippanti, con neve buona e sempre che non si sia in grado di correre a 4´/Km su
neve.
– nessun problema tecnico, si corre sulla pista di fondo, le salite sono brevi, alcune abbastanza pendenti.
– i miei numeri :1h,27´,10″, 37°assoluto, 35°maschile, 16°di categoria.Vinta in 1h,08, dunque assimilabile ad una half marathon.

Personalmente mi piace correre di Sabato, così la Domenica viene dedicata al giusto riposo.
Ma anche si può picchiare giù un´altra garetta, ekkeccivuole in fondo?
E poi siamo in pieno periodo di ciaspole, come resistere a un´altra giornata in montagna?
Morale: la domenica mattina sono a Riva Val Dobbia (Alagna), in compagnia di Capitan Tognella, impallinatissimo di queste gare, che tra l´altro gli riescono alla grande.
L´occasione è la 1° Ciaspolada del Monte Rosa, circa 6 km da ciaspolarsi su pista di fondo, simile al percorso WET, ma praticamente un terzo.
L´idea mia, sempre in ottica Ciaspalonga, è di fare un giro per i fatti miei a ritmo moderato, fare la gara tirando un pò, finire con un altro giro defatigante.
Sommato al WET, in un weekend butto lì quasi 50 km su neve in quota.
Finito il primo giro solitario parte la gara, sono rilassato, è puro allenamento, vedo il cpt in grande forma partire forte con i primi, non fa le scintille con i ramponcini solo perchè si è su neve, mi semina in una manciata di minuti (e io, paziente come un buon orticoltore, aspetto che la pianticella buchi il terreno, ci vorrà qualche mese ancora e vedrà il sole di tarda primavera).
Ciaspolo a sensazione, il ritmo è discreto, sono stanco ma anche un pò coinvolto nell´atmosfera gara, basta un pettorale spillato sulla maglia e la stanchezza si sente di meno.
Vedo il traguardo e tento ancora la prog su quello davanti, anche se non l´avevo preventivata, ma me la sento e riesco a dargli un centinaio di metri.
Taglio il traguardo e mi vedo 5° !!!
Qualcosa non torna, è impossibile…
Mi accorgo subito di aver tagliato involontariamente il percorso a occhio di un km, non sono un santo e l´idea di starmene zitto zitto ha rimbalzato qualche istante nelle mie sinapsi neuroniche, ma poi voleva dire prendere un premio immeritato, rischiare una figuraccia per me e per Iskyt nel caso fossi stato sgamato, escludere il vero 10° dal suo premio e soprattutto arrivare davanti al Cpt scippandogli una posizione…Naaaaa, non si fa proprio !!!Mi sarei vergognato a vita di una cosa così…,vado dall´organizzatore e gli spiego tutto, mi rifocillo al ristoro, mi vesto meglio, acchiappo i bastoncini da Nordic e finisco la gara camminando in tranquillità, con la coscienza pulita come quella di un agnellino, in modo da non essere squalificato e far apparire comunque il nome Insubre in classifica, che al momento non ho ancora trovato.
E´ certo invece il fantastico 7°posto del Cpt !!!

A parte qualche tempo morto (faceva freddo !!!) tra la fine della gara e le premiazioni, buona la prima per questa Ciaspolada del Monte Rosa, bel percorso, simpatia, con un ottimo ristoro finale a base di prelibatissimo zola.

Una riflessione sulla mia involontaria operazione di alta sartoria artigianale:
Il ciaspolatore che ho passato prima di sbagliare percorso si è “dimenticato” di urlarmi che stavo sbagliando.
Non se ne è accorto?
Certo che se ne è accorto, perchè dopo ci ho parlato e me lo ha detto apertis verbis.
Ecco, lui si che ha optato per starsene zitto zitto.
No comment.

Anyway, contento per come ho corso le gare, per i tanti km fatti in due giorni, per i luoghi gustati fino in fondo, per la mia classifica WET, per quella di Paolo alla Ciaspolada, insomma per un week end perfetto, di colore bianco (ma spruzzato di verdefluo !!!)

Bene, al prossimo delirio…ops…resoconto !!!

Ciao !

runnolo

Fonte: Andrea “Runnolo” Sommariva

Andrea Sommariva
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