CIASPALONGA DELLE MARMAROLE # 3, 15/02/2014 – di Andrea “Runnulo” Sommariva.

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CIASPALONGA DELLE MARMAROLE # 3, 15/02/2014
D.C., ovvero, per gli amici, LA CIASPOLONA.
In genere tendo a non fare le gare che ho già corso, mi piace fare esperienze nuove, correre
sentieri sconosciuti, vedere persone e luoghi diversi.
Con alcune, non molte, eccezioni.
Ciaspalonga è una di queste, anzi, un po´ di più, mi è entrata nel cuore sin dalla prima
pionieristica e tormentosa (nel senso letterale del termine, c´era vento forte con 20° sotto zero)
edizione, ciò nonostante è stato amore sin dal primo km.
Eh si, perchè Lei, la Ciaspa, è una donna bellissima, ti chiede tanto, ma se non ti spaventi, ti si
offre senza riserve.
E quando l´hai fatta tua, sei in paradiso.
Quest´anno era di ottimo umore, l´ho reincontrata che si è messa il vestito più bello, la Ciaspa
infatti si è fatta vedere con la sua corte di magnifiche montagne, le Marmarole del Cadore, in
una giornata di sole con tanta, tantissima neve sulla sua pelle, e non pareva neppure risentita
della mia defezione dell´anno passato, causa infortunio da “kmetrite acuta”.
Ed anche quest´anno ho rischiato di non vederla, questa volta perchè mi sono mezzo
fracassato un alluce (in termini più tecnici:ditonzolo del piede, o pollicione) facendoci finire
sopra l´anta di un armadio, traslocando.´Naggia…
Non appena ho smesso di ululare e di fare l´elenco completo dalla A alla Z e poi dalla Z alla A
di tutti i Santi del paradiso, il pensiero è corso subito a Lei, alla mia amata Ciaspa.
Eh no, questa volta non mi perdonerebbe, non posso tradirla ancora.
Ho cominciato a pensare a Lei in una grigia e triste giornata del novembre milanese, di quelle
che ti ci vuole un pensiero luminoso per arrivare vivi a sera, che appena esci di casa ti ci vuole
il machete per affettare la nebbia, e decido di cominciare a corteggiare la Ciaspa, cioè inizio il
tabellone di allenamento.
Già, perchè, ripeto, Lei è esigente, mi vuole in ottima forma, mica si accontenta di una
tabellina qualunque, tipo 4×4=16, piuttosto apprezza la tabellina dell´11, specie se Le sussurri
con dolcezza che 11×4 fa 44 … chilometri !!!
E dunque via col tabellone, mica sarà uno stupido armadio a fermare la mia infatuazione per
Lei…e poi io, non sembra, ma so essere molto romantico, mi manca, sento la nostalgia…
Ciaspolona, arrivo !!!
Ciaspolona, io ti amo !!!
Uno dei motivi per cui la Ciaspolona ed io ci attraiamo reciprocamente come calamite è la sua
intelligenza.
Lei è una di quelle che sa capire le situazioni, sa scollinare oltre le apparenze, come i Suoi
Trailers delle nevi scollinano oltre il Pian dei Buoi.
Quindi appena ha saputo del mio maldestro infortunio, mi ha fatto sapere che non era un
grosso problema, non ho potuto correre per una ventina di giorni, nel periodo cruciale della
preparazione, sostituendo la corsa con la piscina e poi col Nordic Walking, l´è minga istess, va
bene, ma mi sono divertito a migliorare il tempo sul giro del lago di Comabbio rigorosamente
senza fare un solo passo di corsa. (per la cronaca: 01 h e 42´, con tutte le varianti possibili,
guadi compresi, visto che il lago era uscito…ed eccovi una irrinunciabile perla di cultura
Insubre: il lucioperca, la Sandrona di qualche resoconto fa, è un pesce che ha fatto il suo
ingresso nelle H 2 O dolci dell´italico stivale nel 1902, proprio nel lago di Comabbio
okkeykiudoparentesinnlofaccio+ciao!!!).
Dicevo? Ah, si la Ciaspolona, ecco…
Chi fa le lunghe distanze off road sa fare di necessità virtù, dunque se non posso correre la
Ciaspalonga al massimo della forma, problemi meno di zero:Lei diventa un “lungo”(e che
lungo…) di allenamento e i miei propositi bellicosi si spostano su “Ultrabericus”, esattamente
un mese dopo, il che non vuol dire che non correrò la Ciaspolona senza il massimo
impegno…ed in fondo, come potrei ?
Ed eccomi dunque alle 06.00 pronto alla partenza, ciaspole ai piedi e frontale in fronte (ma
và !? E gli occhiali sugli occhi? No, quelli no, sennò mi sarei tatuato contro il primo abete…)
L´idea è pressapoco questa: senza aver pretese di classifica mi voglio divertire, ma, lo dico
sottovoce, nel caso le gambe girasserero come dico io, beh, si, ho fatto pochi lunghi, bisogna
partire prudenti, però…però sono un po´ provato dal viaggio (da Torino, ma per la Ciaspolona
ci sta questo ed altro, ci mancherebbe), sono arrivato la sera un po´ tardi, mi sono perso a
Belluno (balisaggio nel Belluno Urban Trail, Runnolo unico iscritto, da incubo), ho sbagliato
la sveglia e l´ho puntata alle 04.00, ma volevo puntarla alle 03.00 perchè non amo correre
(prego ???), insomma, arrivo alla partenza un po´ trafelato, pronti? Ma certo, come no!!!,
Via, e finalmente mi posso rilassare con la mia tanto bramata Ciaspolona.
Dopo le prime, usuali, scaramucce, ti sorpasso, si bravo, ed io ti controsorpasso,tiètiètiè,
gnègnègnè, ognuno trova il suo ritmo, io non mi sono scaldato e lo faccio nei primi 2 km, e già,
che per la Ciaspolona bisogna essere caldi, molto caldi…
Dopo i primi 2 km sostanzialmente in piano (che sembrano fatti apposta per svegliare i
motori), non è più il momento di scherzare, si sale fino al Pian dei Buoi, il che significa coprire
1000 m D+ in una decina di km, un buon aperitivo fuori orario, visto che in cima ormai
albeggia.
Tipico della mia Ciaspa, ti fa un po´ soffrire, ma in cima, dove c´è il primo ristoro, sembra di
vivere in un incantesimo, il paradiso di qualche riga fa.
Mi viene in mente l´edizione 2012, dove molti arrivarono lì con le borracce letteralmente
ghiacciate, ma fu ugualmente bellissimo, un fascino diverso, perchè Lei ama sorprendere.
Ma oggi è un´altra storia, la giornata si preannuncia spettacolare.
E lo sarà.
Salgo bene, tengo la mia velocità di crocera senza affanno, e corro quasi tutta la salita,
e, …”nel caso le gambe girassero come dico io”…ecco, è il caso !!!
Mi sa che oggi mi diverto proprio…
Dopo lo scollinamento arriva uno dei tratti che temevo di più, la discesa fino al Caravaggio,
che è una chiesetta, 1000 m D-.9 km circa.
I primi 4, 5 km sono una downhill di suo già molto tecnica, ma oggi c´è tantissima neve, si
misura in M, non in CM, è un single-track di non più di 40 cm di larghezza, se si mette una
zampa fuori si affonda fino alla vita, almeno, e vi giuro che non esagero, ci si spiana di brutto.
Prima di fare un sorpasso bisogna pensarci tante volte quanti sono metri di neve, e bisogna
mettersi d´accordo, se no si rischia.
Tutto questo è impegnativo.
Tutto questo è quello che cercavo.
Tutto questo è divertentissimo.
Per la fretta della partenza dimentico di mettere le spugnette alle caviglie, per me
fondamentali nei sentieri stretti da correre con le ciaspole, il problema è che capita che il
bordo interno di una ciaspola colpisca la caviglia dell´altra gamba, una volta fa male, la
seconda di più, la terza cacci un bercio che ti sentono fino a…Berceto (Passo della Cisa,
qualche 100 km di distanza):problemi?
Molti meno di zero…,zero…zero… ci sono circa 0°, ovvero non fa freddo, via i guanti, che alla
bisogna si trasformano in ottimi paracaviglie !!!
La Ciaspolona è generosa, non bada ai risparmi, si fa un baffo della crisi economica
globalizzata, e si da tutta, guadi, gradinoni di neve verticali alti un metro e più, slalom speciali
e giganti tra gli alberi, funny, funny, funny!!!
Mi stendo qualche volta, me ne frego, la Ciaspolona è morbida morbida…
Finito il tratto adrenalinico ti si parano davanti una manciata di km su gippabile, ovviamente
bianchissima, in leggera discesa, è il terreno in cui sono più a mio agio e riesco a sviluppare
buone velocità, se in salita e nel tecnico ho tenuto sostanzialmente la posizione, qui invece
divento “sorpassino”, corro costantemente a poco più di 4´ al mille, ne passo uno con i crampi
(ovviamente chiedendogli che problemi avesse), uno davanti 200 m lo vedo che si spiana un
paio di volte, capisco che sono cadute da distrazione, da stanchezza, mi avvento con bramosia
e lo svernicio per bene, pit stop tipo Vettel al Caravaggio ed ora c´è la Val d´Oten…
Val d´Oten significa circa 7 km, 600 m D+ e 7 km, 600 m D-, fino ai 1395 slm della Capanna
degli Alpini.Ogni tanto le strade si incrociano ed alcuni tratti coincidono, così mentre salgo
vedo scendere a fuego Alfredo Corsini, il Re delle Marmarole, vincitore delle prime due
edizioni.

E´ in testa.
Soffro un po´ la salita, sono meno brillante, passo qualcuno, ma subisco anche, soprattutto
patisco un po´ di freddo, è una valle che in inverno il sole lo vede pochissimo, il paesaggio è
selvaggio, incontaminato, splendido come un po´ tutto il Trail.
Vorrei rimettere i guanti ma ovviamente sono fradici e rinuncio, per fortuna ho le maniche
della maglia piuttosto lunghe, sembra una maglia disegnata sulle proporzioni di una scimmia,
me le tiro sulle mani, qualcosa fanno.
Alla Capanna, 3°ristoro, sento l´esigenza di fermarmi 30 secondi per un tè caldo, mi fa bene,
mi passa prima la prima donna, la forte Monica Penzo, che andrà poi a vincere, e poco dopo
la seconda.
Non so bene la posizione, ma sono intorno al 15° posto, ho fatto 28 dei 44 km, il grosso del D+
è alle spalle, come del resto la mezza crisi della salita.
I 7 km di discesa mi sono favorevoli, sono allenato, ma ho ancora 4, 5 kg da perdere,un
ricordo dei panetùn natalizi, patisco le salite, e le discese, se non tecniche, non mi creano
problemi.
Ed infatti riesco a ripassare le ragazze e prima del Caravaggio altri 3, a fronte di un sorpasso
subito.
Premiano i primi 10…non avrei mai sperato di trovarmi al 35° km della Ciaspolona attorno al
12°, 13° posto.
Ma ora ci credo, ci credo, ci credo…
Di ritorno al Caravaggio, 4°ed ultimo ristoro, faccio mezzo pieno alla borraccia, dovrebbe
bastare, e schizzo via fulmineo, tengo la posizione per 2, 3 km.
Ma la Ciaspolona è la Ciaspalonga, e la Ciaspalonga è….longa, longa,longa.
Si esce dal bosco, inizia l´ultima salita, breve, 350 m D+, è circa mezzogiorno, c´è caldo, liquidi
terminati, crisi micidiale, sono più cotto di uno stracotto al Barolo, mi fermo a togliere la
giacca, in quella salita perdo 5, 6, 7 posizioni, perdo il conto, fortunatamente due sono le
ragazze.Di avere una reazione non riesco neppure a pensarlo.
Ho commesso un errore da principiante:ho considerato conclusa una gara di 44 km al 40° km.
E´ una gara impegnativa la Ciaspolona, l´ultimo tratto è una discesa ancora piuttosto tecnica,
con irrisoria facilità uno dietro mi aggancia, in quel momento il mio mantra è : sono una tdc,
sono una tdc, sono una tdc, lo cantileno, lui mi chiede strada, ovviamente non cerco di fare da
tappo, non è bello e neppure mi salverebbe, pensa che io abbia un problema, (uno solo?) tutto
sotto controllo, gli dico con un filo di voce, stavo solo pensando che l´anno prossimo tenterò
l´iscrizione al TDG, forse avrai capito tdc, ma volevo dire il Tor!!!a quel punto, in purissimo
Spirito Trail, mi chiede se deve chiamare il 118, la Croce Rossa, la Neuro-Deliri, no no, gli
rispondo, ormai rantolando, sto benone, glielo dico in dialetto Insubre, al che lui non è che
propriamente mi svernicia, ma, a 100 m dal traguardo, mi tira una spennellata e
controspennellata alla Salvador Dalì, alla Vincent Van Gogh, alla Pablo Picasso del periodo
blu che mi ricorderò a vita !!!A 100 m dalla fine !!!
Non appena svolto sull´ultimo rettilineo prima del traguardo, mi rimetto a correre, perchè ho
pur sempre una dignità…
Ciaspolona, ti amo sempre di più !!!
Chiudo in 06h e 39´,(anca se il Sciur President dell´ Insubria Scai Tim mi ha messo 06h e 44´su
quella roba lì che usen adess i bocia, el fb, il feis buk, feis bus, cuma l´è che l ciamen, el social
netuork, i an caputà anca i parol, mi el disi netuork sociale, ma poi m´ an spiegà che l´è ingles,
sarà, ma sun minga trop cunvint…poi u capì, el President te ciula i minut, inscì te set stimulà
ad andà pu se fort, dama tra che l´è propri inscì, barlafùs d´un President!!!) che va anche bene
avendo preventivato di fare 7 h nella migliore delle ipotesi, ma per come si erano messe le cose
per qualche km, prima della crisona finale, sono contento a metà.
All´arrivo ci metto un po´ a ripigliarmi un cicinin, incontro il Lupo della Valbossa, il Marco
Zarantonello, inossidabile, (anzi da ora in poi lo chiamerò Zarinox, fa un po´ marca di padelle
e pentole a pressione, ma lui è un ragazzo di spirito, Spirito Trail, ovvio, e non si risentirà,), in
attesa della sua compagna Gilda, terza nella “corta”, lui buonissimo terzo classificato a un
niente da Re Corsini, secondo, anche lui “saltato” a pochi km dall´arrivo.Peccato per lo
Zarinox che ha rotto una ciaspola, altrimenti avrebbe potuto giocarsi la seconda piazza, e per
completare il quartetto (dividevamo un appartamentino) arriva Stefania Bertolasi, 4°tempo
nella “corta”.
Sorseggio con piacere non so quanti bicchieri di un graditissimo brodo bollente di verdure e
dopo una buona mezz´ora trovo il coraggio di andare a vedere il mio disastro, ops, la mia
classifica, intendo dire.
Non ci credo…20° !!!Evvai, che Iskyt…..c´è !!!
In effetti, se si va bene per 40 km e salti negli ultimi 4 non è che si arriva 60esimi, forse mi
sono demoralizzato eccessivamente…
Vediamo, per una volta seriamente, qualche dato su questa gara:
Nelle condizioni in cui si è svolta salta all´occhio che, per vincerla, c´è voluta una mezz´ora
abbondante in più del 2013, pur con un tracciato con 800 m D+ in meno, 1800 m in totale, il
che spiega chiaramente che la tantissima neve ha reso il percorso molto più impegnativo.
A livello di meteo la giornata è stata ideale, finalmente ho potuto vedere il magnifico
spettacolo delle Dolomiti delle Marmarole, è un paesaggio che merita davvero un viaggio
anche un po´ lungo.
L´organizzazione è davvero perfetta:per 40 euro viene offerto un aperitivo il venerdì sera,
purtroppo non ho potuto usufruirne, ma se è come nel 2012, e mi è stato confermato, è
praticamente una cena.La stessa sera c´è anche il briefing tecnico.
La mattina c´è la navetta, gratuita, e non è così ovvio, mi è capitato di dover pagare le navette
delle gare “in linea”, efficiente, da Pieve a Auronzo di Cadore.
I “Marmaroli”, come io chiamo gli organizzatori, sono tra i pochi che controllano il materiale
obbligatorio a tutti, e non a campione, e questa io la chiamo serietà.
Il percorso è balisato a prova di distratti, ben presidiato, i ristori sono adeguati, alle giuste
distanze, va enfatizzato che il percorso, per le particolarissime condizioni della neve, che
hanno imposto di non salire fino al rifugio Antelao per rischio valanghe, è stato cambiato fino
all´ultimo per garantire la massima sicurezza.
Questo comporta uno sforzo logistico ed organizzativo non da poco.
Aggiungo che tra il materiale obbligatorio c´era il road book, intuitivo, ben fatto, basta uno
sguardo veloce al foglio e si capisce al volo dove ci si trova.
Naturalmente aggiornato all´ultima e definitiva versione del tracciato.
Al traguardo si trova un ristoro (mitico il brodino), quasi subito la classifica, uno speaker
simpaticissimo che spara cavolate senza soluzione di continuità (grande !!!).
Poi massaggi, piscina, noi siamo stati un po´ pigri e siamo andati a casa a nanna, ma da quel
che ho capito c´era praticamente un pomeriggio in una spa…
Nel pacco gara si trovava un bellissimo “soft shell”, valore di mercato circa quello
dell´iscrizione(!), gruppo pop-rock di alto livello, ottimi premi per “quelli veloci”, a sorteggio
(alcuni premi di valore per nulla trascurabile) per “quelli fortunati”.
Oh, scusate, no, il gruppo pop-rock non era nel pacco gara, stava sul palco…
Organizzatori molto presenti, ( ma i Marmaroli non dormono mai?) simpatici, capaci, alla
mano, disponibili.
Insomma, Lei, la Ciaspolona, dopo che l´hai amata per tante lunghe, intense ore, poi ti sa
coccolare con delicatezza.
Mi permetto un modesto consiglio:un goccio di birra, si proprio la birra!ai ristori, molti atleti,
per esempio io, la gradiscono molto, specie se non fa molto freddo, e un mini kit di pronto
soccorso all´arrivo (cerotti, della garza, un disinfettante, nulla di più) può essere utile.
Per il resto spero che Ciaspalonga non cambi mai.
Per tutto questo la Ciaspolona è gara fissa di ogni mio anno (infortuni a parte, mano ad
amuleti vari) ed invito tutti a farla, magari cominciando con la “short”.
Buone corse, magari nella neve e ciaspolomuniti, a tutti…
runnolo

Fonte: Andrea “Runnulo” Sommariva

Andrea Sommariva
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