Ultrabericus (VI) – 15 Marzo

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La vita quotidiana scorre veloce insieme a pensieri, ansie e paure ed è a quel punto che entra in gioco la magia delle trasferte di questa fantastica squadra.
Tutto si annulla e azzerato il neurone cattivo inizia il clima di festa che fa la differenza nelle gare più lunghe.
Il viaggio, la spaghettata e la notte passano in fretta e il tanto atteso gonfiabile del briefing viene attraversato dalle nuove maglie verdefluo!
La partenza è un fiume di oltre mille atleti che impostano un ritmo sostenuto in cui è facile perdersi percorrendo così il circuito cittadino in pochi minuti.
Lungo il percorso mi rendo conto che questo sport è vissuto da un´unica grande famiglia: salutarsi, darsi il cinque, scambiare brevi convenevoli e battute rende l´accumularsi del dislivello più facile finchè mi assesto su un ritmo sostenibile e incomincio a correre a sguardo basso per mantere la concentrazione. In lontananza scorgo una maglia familiare, il mitico Sommariva! Aumento di buona lena con l´intento di scambiarci due parole.
L´incontro con Andre è davvero piacevole, procediamo insieme qualche km ma la necesità di risolvere qualche bagarre mi obbliga ad allungare, la mia preoccupazione è di non fare una gara in solitaria perchè l´elemento umano è la linfa che mi rigenera più di qualsiasi prelibatezza dei ristori.
Fino al 32esimo km alterno la compagnia di un pirata (giuro non era un´allucinazione e neanche il fantasma di Pantani), di Julia e di una sofferentissima Cecilia che non vede l´ora del cambio alla staffetta.
Il sole scalda parecchio e l´inconveniente si palesa a 3 km dal ristoro centrale: inspiegabilmente ho finito l´acqua, com´è possibile se l´avevo riempita fino all´orlo?

A fine gara avrei poi scoperto che la camel bag ripiegava sull´antivento sul fondo dello zaino limitandone parecchio la capacità. Da incosciente e disidratato che ero appena giunto al ristoro ho ingurgitato parecchia acqua, coca cola e birra oltre che spicchi di arancia, fantastico come nuovo.. se solo fossi rimasto seduto le restanti 2-3 orette in compagnia di Flavio, Teo e i suoi genitori a fare il tifo.
Lasciare quel ristoro è stato difficile ma veder ripartire Julia ha spronato nel rimettermi in marcia, lo stomaco gonfio evidentemente non era così d´accordo. Neanche un ritmo di corsa blando ero in grado di mantenere, riducendomi così a camminare e lanciarmi maledizioni ad ogni sorpasso subito; con l´avvicinarsi del 47esimo km il ritmo pian piano è tornato quello originario e accertandomi di non avere più dolori ho ripreso la corsa.
Uscire dalla crisi mi ha galvanizzato e recuperare alcune posizioni in concomitanza con l´abbassarsi delle temperature ha reso la parte finale davvero piacevole.
Arrivare al traguardo sapendo che ci sarebbe stata Tami ad aspettarmi ha reso la gara ancora più bella cancellando ogni sofferenza!
L´unica nota negativa da segnalare è stata la presenza di un gatto nero che mi ha attraversato il sentiero, credo che la cucina vegetariana abbia preso piede anche nel vicentino..pazienza.

Rob Isolda

Roberto Isolda
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