NON SEMPRE L´ANGELO CUSTODE TI PORTA NELLA RETTA VIA

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Domenica 19 ho deciso di mettermi alla prova con un trail veloce e corribile grazie al dislivello relativo , mi iscrivo alla lunga del Monteregiotrail e via!, gara su un percorso molto ostico tutt´altro che semplice con pochissimi punti dove tenere un ritmo di corsa costante con saliscendi spacca gambe che a volte andavano affrontati con l´aiuto delle funi , devo dire un bel tracciato mai monotono con tanto di fantasmi a rallegrare la giornata.
Come sempre la brigata insubre fa sentire la propria presenza con ben 12 atleti al via distribuiti sulle due lunghezze.
Nella lunga siamo in sei, i fortissimi sempre ai vertici delle classifiche Roberto e Armando, le due superwomen Fiorenza ed Elisa, anche loro sempre in lotta per le posizioni di vertice e Claudio in cerca di riscatto dopo l´Electrictrail.
L´ora è arrivata si parte 20 metri di piano e tutti su per il salitone di partenza stile campi da cross, la mia tattica è sempre la medesima rimanere nelle retrovie e gestire al meglio la lunghezza tenendo conto che per me le gare devono essere in primis un piacere e non una sofferenza , mi godo i primi saliscendi immersi nelle vigne che mi portano in poco tempo all´incirca al quinto km dove mi sorpassa un omone stile armadio che ostruendomi la visuale e a sua volta non guardando mi porta assieme ad altri quattro runners fuori tracciato, poco male torniamo in dietro alla fine si trattava di 500 metri.
Rientrato nel tracciato inizio godermi a pieno la gara alternando tratti in compagnia e solitudine, mi sento molto bene ,il ritmo di gestione è quello giusto e la gara scorre via km su km.
Verso il 24 km incontro Claudio reduce da qualche errore di tracciato e una caduta di troppo che lo porterà a dover stringere i denti per una contusione alla spalla , corriamo un tratto assieme dopo di che Claudio decide di recuperare un pochino e mi lascia andare, continuo il mio viaggio in solitudine che mi porta fino al 30 km dove al ristoro riparto in compagnia di Angelo,un runner ultramaratoneta incontrato per caso che deve aver letto la mia fatica in volto e quindi ha dato sfoggio a tutto il suo repertorio per motivarmi a puntino e continuare a correre anche se le gambe a quel punto incominciavano ad avvisarmi che di benzina ne era rimasta poca. Continuo con lui tra fasi di lamento e chiacchiere da bar, ho provato a dirgli di andare avanti e di lasciarmi rallentare ma non c´è stato verso è stato veramente caparbio e in tanto i km passavano, l´unico suo difetto , forse anche per questo che non mi ha mai mollato che ad ogni bivio dovevo richiamarlo a seguirmi per la giusta direzione.
In ben che non si dica ripartiamo sempre assieme dal ristoro del 37km circa , il sentiero in discesa diventa stretto, e lui a prendere il comando , scelta che si rivelerà fatale qualche chilometro più avanti dove incontriamo dei runners fermi che alla domanda “cos´è successo?” hanno risposto “ci siamo persi”, era proprio cosi , la segnaletica che avevamo seguito era sbiadita e anche disegnata per correre nel senso contrario rispetto alla nostra marcia, probabilmente quello imboccato era un sentiero risalente ad un altra edizione precedente. Dopo qualche minuto di incertezza prendo il comando e si ritorna indietro 50 100 200 500 800 e finalmente ecco le tracce giuste, rincuorati si riparte sempre spronato da Angelo a non mollare il ritmo ed in effetti manca veramente poco e anche se mi lamento non ho nessuna voglia di mollare, eccoci usciamo dall´ultimo bosco si sente ormai lo speaker che accogli i concorrenti all´arrivo ed eccola!! La temuta salitona di partenza si era trasformata nell´invitante discesona d´arrivo.. le sensazioni di quel momento sono indescrivibili.. adoro questo sport fatto di natura ma anche di persone. Grazie Angelo, avevi ragione…

Gianni

Fonte: Gianni Pellegatta

Gianni Pellegatta
Gianni Pellegatta
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