Il nord della bussola

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Perdersi e ritrovarsi.
Perdersi e riscoprirsi.
Ogni cambiamento porta uno scompenso che disorienta e annulla le nostre certezze.
E mi ritrovo a parlare con un corpo ribelle.
Ma se prima facevo così perché ora ti si spegne il motore?
Ah bello va che non siamo mica fatti di stelle, siamo un insieme di esperienze in cui il più banale degli errori è un copia-incolla, siamo in evoluzione, non leggi Focus?
Ma poi arriva quel tuo compagno di squadra tanto, ma tanto tanto forte, che ti indica il nord e con lui affronti due gare.

Scelta azzardata ma a mali estremi, estramazzi ai suoi piedi.
Soffro, mi spingo al limite e, guidato, taglio quei traguardi che si stavano facendo sempre più lontani.
E il trucco sta tutto nella propria testa.
Ora so la direzione del nord e ho scoperto che è come uscire da un fitto bosco e ritrovarsi di fronte Sasso Cavallo delle Grigne (ogni riferimento a luoghi e persone è puramente casuale).
Ora penso che andrò a comprarmi una bussola, anche piccola, giusto per non perdermi quando andrò a farmi un bel hamburger.
Ferritina Flavio, non ferratina!

Fonte: Roberto Isolda

Roberto Isolda
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