Dolomites Skyrace: un piccolo sogno realizzato

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Da quando trovai su Youtube il video promozionale della Dolomites Skyrace 2013, mi innamorai subito di questa competizione. Pochi minuti dove vedevi Kilian & soci sfrecciare sulle rocce di quel paesaggio lunare e unico al mondo che son le Dolomiti. Basta, l´avevo assunta come skyrace che almeno una volta nella vita dovevo provare.
Detto, fatto. A febbraio anche Matteo è della stessa idea, e parte l´iscrizione collettiva. Si aggiungono Paolo (Mazzucchelli) Luca (Brocardo) e Alberto (Scaltritti), tutti presi bene come noi. I pettorali vengono bruciati in pochissimo tempo, ma noi siamo dentro!
I mesi passano, il calendario agonistico si riempie e, preso da tante cose, non mi accorgo che ho un luglio infuocato: 3 gare e temperature africane. Una combo esplosiva. In effetti il trail delle Apuane e il Cervino sono stati due buchi nell´acqua perché son stato male ad entrambe le competizioni proprio per via della canicola bastardissima. Ne manca una, la Dolomites. Qui devo fare bene. Ci tengo troppo.
Sabato 18 luglio, io, Teo e Paolo ci muoviamo alla volta di Canazei e dopo oltre 8 ore di viaggio riusciamo ad arrivare colà. Fa caldissimo anche in quota, purtroppo. Si respira un clima simile a quello dell´UTMB; una piccola cittadina di montagna si trasforma nel cuore pulsante dello sport più bello che ci sia. Il parterre di atleti è di massimo livello, anche perché la Dolomites Skyrace è inserita nello Skyrunning World Series. Purtroppo manca Kilian, mi sarebbe piaciuto vederlo all´opera. Ritiriamo le nostre brave La Sportiva Helios e ci facciamo un giretto. Incontro vari amici organizzatori, atleti ecc. Bel clima davvero.

Ci siamo, sono le 8.30 di domenica 19 luglio. Il sole è alto e ci son 27° giù a Canazei. Anche qui ci sarà da soffrire, maledetto anticiclone africano. Si parte a missile, il primo tratto sono piste da sci, tra prati e pinete. Salgo a passo spedito, un´atleta mi dice che conosce l´Insubria Sky Team, “vedo sempre atleti della vostra squadra in tutte le gare”. Ringrazio, ma devo procedere. Purtroppo la Dolomites è una sky molto selettiva; il primo tratto, da Canazei alla Forcella Pordoi, deve essere completato entro 1h50´ dalla partenza, pena squalifica. Non si scherza, inizio ad agitarmi e ad angosciarmi. Non rimane che spingere a tutta. Arrivo in 1h20´ al Passo Pordoi, bevo qualcosa veloce, mando giù un gel e parto a fuoco. Ho fatto benissimo ad usare i bastoncini fino alla Forcella; senza, probabilmente non sarei rimasto dentro nei tempi. Il paesaggio si fa finalmente severo, dolomitico, selvaggio. Si sale su per la famosa sassaia a zig-zag fino alla Forcella. Qui non rimane che spingere a tutta. Cerco di superare i lumaconi che si inchiodano lungo il sentiero e li stimolo insultandoli un minimo. In effetti è servito. Si scivola tantissimo perché i sassolini non consentono una buona aderenza. Utilizzo tutte le energie per arrivare su, come avevo già previsto prima di partire. Giungo con circa 5´ di anticipo. Al pelo, ma son contento. Mi rifocillo un minimo e corro verso la cima Coppi, il Piz Boè. Qui sono sopra al Sass Pordoi, una distesa bianca dove regnano solo rocce e bellezza alpina. Arrivo anche li, qualche foto, gel e giù a fuoco nel canalone. Peccato che non ci fosse la neve, ma si è potuto sciare lo stesso nel ghiaione. In un attimo sono giù, altro pianoro di sassi bianchi e giù per la severa valle del Lasties. Vengo impressionato da una paretona nera alla mia sinistra. Quanto son belle le Dolomiti…Il sentiero è sempre più “tennico”, e mi diverto tanto a correre giù, con le mie Hoka che mi stanno regalando soddisfazioni anche al di fuori dell´ultratrail. Altro ristoro e il paesaggio torna ad essere verde, entro in un boschetto correndo un sentiero irto che porta a perdere sempre più quota. Ultimo ristoro, imbocco le piste da sci. Sembravano infinite, invece d´improvviso sbuco nel centro abitato di Canazei. Come sempre succede in questi casi, avverto un senso di liberazione mista a soddisfazione. Corro l´ultimo tratto di asfalto e sono sulla passerella finale. Bello che si sale sul palco. 4h09´ sono molto soddisfatto considerando che non mi sto assolutamente allenando. Mi aspettano i miei compagni di viaggio. Foto varie, doccia e pasta party. Emozioni a mille. Sento di aver realizzato un piccolo sogno sportivo. Sono contento.

Fonte: Luca Bottini

Luca Bottini
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