TORnare alla vita quotidiana non è semplice

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Mi sveglio alle 4.00 del mattino con i crampi allo stomaco dalla fame ed è buio intorno a me, nessun volontario pronto con un piatto di pasta in mano.
Strani i postumi lasciati dal Tor des Geants.

Alba al col Fenetre

Si parla di eroismo e gesti atletici straordinari ma il vero coraggio è tornare alla vita quotidiana e cedere il posto in metropolitana senza ostentare sofferenza.
Salgo le grigie scale mobili, mi viene da spingere su quelle gambe ancora stanche e, chiudendo gli occhi, proietto l´immagine di sentieri di roccia, fango e neve.
La ventata di profumo della signora davanti a me spegne le diapositive e decido così di farmi trasportare fino all´uscita del tornello, la sedentarietà non era che dietro l´angolo.
La strada è sempre la stessa, piatta, senza colpi di scena, esattamente l´opposto del percorso intricato di pensieri ed emozioni che ho ancora in circolo.
È chiamato Endurance e realizzo che questa durata va ben oltre il tempo limite di gara, è qualcosa che mi porterò dentro a lungo, come il pranzo di Natale.

Vorrei mettere lo zaino in spalla e ripartire, forse perché il viaggio è stato interrotto o perché è più facile accettare nuove sfide rispetto che impegnarsi verso quelle già esistenti.
Non sarà la prima e ultima volta di questo strano viaggio, un sodalizio con la vera montagna che andrò a rinnovare senza fretta, ora le bandierine gialle mi portano a casa.

Roberto Isolda
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