La scelta giusta

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Dopo un anno di allenamenti e gare in maglia fluo mi ritrovo a fare i conti con il mio personale obiettivo stagionale ovvero il trail delle terre di mezzo di Daverio.
Dopo due edizioni alle quali ho partecipato al corto è finalmente arrivato il momento di testarmi sulla distanza “Lunga”.
E così ora e nove, palazzina della cultura, pronti partenza via!
Decido di partire ad un ritmo non troppo sostenuto, tranquillo per così dire, onde evitare lo spiacevole inconveniente di rimanere senza benzina prima del traguardo.
I chilometri passano uno dopo l´altro, piacevolmente tra quattro chiacchiere con qualche atleta e continui sali/scendi che rendono sempre interessante e mai scontato questo percorso snodato tra i boschi e le campagne delle nostre bellissime zone.
Senza troppa fatica mi ritrovo in cima al San Giacomo attorno al 20º, Le gambe sono ancora buone, sento di andare bene e il tempo parziale mi dà ragione e anzi mi fornisce ulteriori motivazioni per proseguire bene nel mio cammino. Affronto la successiva discesa ed è proprio qui, nel momento in cui pensavo che il più era stato fattoinizio a sentire un dolore all´esterno del ginocchio sinistro: La famosa bendelletta tibiale tanto temuta e odiata dai podisti inizia a lanciarmi qualche fiammata(in realtà qualche segnale lo avevo avuto nei mesi precedenti senza dargli troppa importanza).
Man mano che avanzo il dolore aumenta, guardo l´orologio e se gli organizzatori non mi hanno mentito sulla lunghezza del percorso mancano ancora 12 chilometri all´arrivo!
Proseguo rallentando l´andatura e cercando movimenti fluidi possibili per ad faticare meno la gamba,ma il dolore inizia a propagarsi un po´ su tutta, Carico di conseguenze di più sulla destra ed inizio a consumare anche quello. A questo punto mancano ancora circa 10 chilometri ed affiorano i pensieri negativi, quelli che ti dicono di fermarti, è arrivato per me il momento di prendere una decisione, ritirarmi o proseguire?
Ho male e fatico come non mai ma sono un testone e non voglio gettare la spugna, ad ogni suono del GPS capisco di aver passato altri 1000 m e la testa si fa forza, “È il mio obiettivo “mi ripeto in continuazione, perché anche se non sono un top runner io voglio arrivare, per me, per il team e per tutti quelli che mi supportano e sopportano.


Perdo qualche posizione sul finale ma ci sta, chiudo la mia fatica in 64ª posizione in 3h27´con molta soddisfazione perché nonostante le complicazioni arrivo entro le tre ore e 30 minuti che mi ero preventivato prima dello start.
Sono arrivato e sono felice,e anche se ora la pago restando ai box per recuperare l´infortunio so di aver fatto la scelta giusta,nel mio momento, per me.

Fonte: Alessio Tadiello

Alessio Tadiello
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