Boclassic (Bolzano) : il racconto dei nostri Marco Pognant e Alessandra Zaino

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“buongiorno, le comunico che ha vinto due pettorali per partecipare alla BoClassic di Bolzano”
Ecco ricevere una telefonata del genere di primo mattino, capisci che sarà una buona giornata. Certo il 31 dicembre è ancora lontano e fuori ci sono le rose sbocciate, però meglio iniziare a sognare il capodanno a Bolzano.
E mentre ti appresti a finire le ultime scialpinistiche sui giganti delle alpi, cominci a ragionare su quante ce ne possano essere in quel periodo in Alto Adige!
Ahu la val Martello, ad esempio, è a due passi, la val Pusteria a quattro, e la val Gardena dietro l’angolo, c’è l’imbarazzo della scelta.
Quindi prenotiamo già le ferie al lavoro, poi ci godremo i mercatini, la corsa, il cenone e al mattino via a cercare la magica powder!

In teoria.
In pratica questo dannato inverno secco ci ha fregati e la seconda parte della vacanza è rimasta nel cassetto: invece degli scarponi gli scarponcini, invece degli sci i pantaloncini.
Però Bolzano, ma quant’è signorile e bella questa cittadina?
Al mattino siamo puntualissimi, l’hotel in centro, il garage collegato direttamente: che pacchia. Lasciamo le borse nella hall e andiamo a ritirare i nostri pettorali.
Il freddo è pungente, il sole non ha ancora fatto capolino tra i vicoli, e in un attimo stringiamo tra le mani il pacco gara e velocemente lo lasciamo in auto per poter infilare le mani in tasca.
Sono le 10, con la partenza alle 13 possiamo tranquillamente goderci 2 ore di struscio tra i
portici. E quindi via, un’immancabile visita ai negozi, alle bancarelle di piazza delle Erbe e al mercatino di Natale.
Poi approfittiamo del fatto che la camera è già pronta e andiamo a rilassarci e a cambiarci in vista della partenza.
Un veloce riscaldamento e ci mettiamo correttamente nelle griglie di tempo supposto.
Alessandra è tranquillamente in fondo, non corre da un anno quindi si godrà la gara senza apprensione alcuna; io, invece, vorrei fare un buon tempo, so che di “lepri” ne troverò in abbondanza.
Ecco lo sparo ed ecco che le davanti a me ci sono molti che …. camminano. Oddio i primi due minuti sono tragici, più passati a fare lo slalom tra le persone ferme o quasi e a cercare di non fare a spallate con i vicini che a correre: mai capito perché tante persone si
affannano ad essere nelle primissime file se poi il loro passo è estremamente più lento.
Comunque finalmente si inizia a correre e a godere degli applausi del pubblico: i “bravo” si sprecano, è il bello di partecipare ad un evento sentito dalla popolazione.
I quattro giri finiscono in un lampo, si fa per dire, poi ne faccio un altro ad accompagnare Alessandra felice che il ginocchio non le stia facendo male.
Tagliamo il traguardo insieme e andiamo a prenderci il meritato ristoro.
Poi via a toglierci il sudore di dosso e a ritornare in piazza per vedere gli elite: sembra lo stesso sport che facciamo noi, ma la realtà è che sono di un altro pianeta.
C’è solo da ammirarli.
Alessandra e Marco

Fonte: Marco Pognant e Alessandra Zaino

Alessandra Zaino
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