Orna Trail

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Ehi ciao che fai domani?

Ciao, mah pensavo di andarmene a fare una nuotata ad Ornavasso….

Al lago delle rose?!?

Nooo, è che con tutta l acqua delle previsioni di sabato…(ghigno ironico)

Questo il dialogo ipotetico del venerdì sera precedente la gara.

Per essere la seconda gara della stagione le condizioni trovate sono già diametralmente opposte quindi non so se essere più felice per aver la possibilità di testare le mie nuove icebug (marchetta ,marchetta, marchetta) oppure contrariato per il tempaccio che mi aspetta….comunque eccovi il resoconto di questa emozionante 17 km di fango, sudore e tanto x cambiare….birra

Mi sveglio di soprassalto…. saranno le 4…forse le 5 ma il tamburellare ritmico della pioggia sulle tegole del tetto non è proprio il primo suono che avrei voluto udire… cerco di non pensarci e mi giro dall´alta parte.
La sveglia suonerà a breve.

Operazioni di routine, colazione e si parte. Arrivati a metà strada ecco un bello scroscio d´acqua. Io e Brok ci guardiamo contrariati.
Arriviamo all´uscita di Ornavasso, cerchiamo la partenza, parcheggiamo praticamente sulla strada e ci avviamo a piedi lungo la strada infangata. Ecco il primo incontro della giornata con gli amici dell´Atletica Casorate, Roberto e Giuseppe, il tempo di scambiare quattro parole e ci dirigiamo verso il ritiro dei pettorali.
Dopo esserci fermati qualche minuto x assistere alla partenza dei nostri compagni di squadra che prendono parte alla lunga, riprendiamo con i preparativi x la nostra gara.

Una volta ritirati i pettorali e indossato la muta da sub….ehm, volevo dire l´abbigliamento da corsa, usciamo per un pò di riscaldamento.
Pochi minuti e sapremo quanto dura sarà la nostra giornata….
Una volta schierati per la partenza nel piazzale antistante il lago delle rose, il tempo per accorgerci che 300 persone passano difficilmente tutte insieme da una stradina con muretti a secco ai lati è breve, nemmeno 5 secondi dopo la partenza siamo già fermi ad aspettare che la “rievocazione della battaglia delle Termopili” sfili poche decine di individui alla volta.

Il primo tratto è pianeggiante, anche se la strada che porta alla mulattiera che si inerpica sul percorso è resa insidiosa da fango e pozze d´acqua.
Appena giunti ai piedi del sentiero che comincia a salire, per la verità nemmeno troppo verticalmente, ci metto poco a rendermi conto che le mie mancanze di “arrampicatore” si manifesteranno mooooolto velocemente.
Vado in affanno dopo 6 o 7 tornanti e il fatto che la pendenza non sia molto accentuata, per assurdo mi complica le cose….
Il fatto di non potermi mettere a spingere con le mani sulle gambe limita di molto la mia capacità si salire velocemente verso la vetta e non mi permette di guadagnare posizioni.
Perdo quasi subito il mio socio e dopo poco meno di un ora di salita comincio a tirare le somme e fare una stima delle tempistiche di gara.

Affronto la prima discesa della giornata abbastanza bene, salto il primo ristoro e mi lancio sul sentiero forte delle gambe che hanno cominciato a funzionare nuovamente a pieno regime.
Effettuo qualche sorpasso e ricomincio a salire.
Da qui la gara inizia a farsi più complicata…
Inizio a sentire le gambe appesantite e so che le salite non sono ancora terminate.
Il colpo di grazia me lo da la successiva discesa asfaltata che cerco di affrontare allungando la falcata per andare a recuperare su alcuni concorrenti che mi precedono.

Eccoli!!!!!

Credevo non mi avrebbero raggiunto così facilmente ma i maledetti crampi sono riusciti ad avere la meglio su di me, suonando la carica proprio mentre cominciavo a distendermi e frenando di conseguenza la mia tanto agognata rimonta.
Cerco di cambiare approccio alla discesa evitando di caricare sulle punte dei piedi, ma facendo così devo ridurre la mia velocità.
Finalmente raggiungo la salita con la speranza che “i maledetti” passino….
Illuso!!!!
Appena inizio a salire i muscoli dei piedi si contraggono e perdo quasi un numero pieno di scarpa con le dita che mi si accartocciano all´interno.
Stringo i denti e dopo qualche minuto la situazione si stabilizza ma da qui in poi la mia azione non è più fluida come vorrei.
Continuo ad avere problemi sulle discese successive soprattutto con le caviglie che non vogliono più saperne di reggere il mio peso, continuando a “collassare” verso l´interno e costringendomi a camminare a passo veloce anziché procedere con una corsa ritmata sui sentieri che mi riportano verso il paese.

Arrivo ai piedi del Santuario della madonna del Boden e come recita il cartello che mi si pone davanti, i primi scalini che portano verso il sentiero sono una vera e propria Via Crucis.
Mi siedo dopo pochi metri su una fascina di legna con il ragazzo col quale ho corso gli ultimi chilometri che mi incita a non fermarmi.
Mi sento senza energie residue ma ecco che guardando a valle vedo il mio amico Brok, lo chiamo ma niente, probabilmente è totalmente assorto nel suo ormai catatonico incedere.
Guardo l´ora e riparto.
Arrivo alla fine del sentiero e mi inoltro in una trincea, scendo verso il sentiero dove poco prima ho visto Brok, lo raggiungo in una decina di minuti.
Passato alla destra di una catena che non riuscirei mai a scavalcare ecco l´incubo di ogni runner………..sbaglio strada!!!!
No vedo un cartello mal posizionato o forse sono troppo stanco per vederlo, finisco per scendere delle scale che portano dietro la chiesa, mi accorgo che il tizio che ho appena superato è sparito e quindi capisco quasi immediatamente che qualcosa non va.
Per mia somma gioia devo rifarmi due rampe di scale e dopo che tre persone cercano di rimandarmi nuovamente verso la Via Crucis del Boden (“Noooooo, l´ho già fatta vi dico….”)ritrovo il percorso da seguire e comincio a scendere per una gradinata, l´ultima della giornata.
Purtroppo questa mia “voglia di mappare la zona” mi ha fatto perdere altri minuti e un po´ di concentrazione ma per fortuna il traguardo è sempre più vicino, ho dato tutto quello che potevo dare oggi e quindi non mi resta che coprire questi ultimi metri nel minor tempo possibile….
Eccomi finalmente nuovamente alle Termopili di Ornavasso, vedo il traguardo, una curva a gomito, FINE!

Mi trovo quasi subito con Brok, una birra è necessaria per riprenderci dalle fatiche della giornata!!!
Cominciamo a raccontarci le rispettive gare, ci mettiamo a ridere quando scopriamo di aver avuto gli stessi “deliri” durante il percorso….Entrambi nel culmine della fatica abbiamo avuto mistiche visioni della 35km di Bettelmatt, la gara che andremo ad affrontare a metà luglio, interrogandoci se fosse logico andare incontro di propria spontanea volontà ed una sofferenza apertamente dichiarata.

Ci scherziamo un po´ su, maledico bonariamente chi ha inventato le gare trail e me stesso per essere così sciocco da godere della masochistica ricerca della prestazione agonistica.

Alla fine riesco comunque a trovare la nota positiva in una giornata che non mi ha dato la soddisfazione di ottenere il tempo che avrei voluto.
Pur essendo arrivato al traguardo distrutto non sono caduto nemmeno una volta, seppur abbia rischiato una rovinosa scivolata nel fango(che avrebbe avuto effetti devastanti sul mio orgoglio) durante il primo chilometro di gara……..Ora mi aspetta una settimana di meditazione prima di cominciare a prepararmi per le nuove salite che mi porteranno ad esplorare i sentieri del Motty!!!

A presto ragazzi, Forza ISKYT e complimenti a tutti.

Fonte: Graziano Bidoglio

Graziano Bidoglio
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