Trail del Motty

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Mille dubbi mi assalgono durante questa settimana….ho corso solo una volta in allenamento e su strada 23 km e il fatto di essermi imbarcato in una gara da 25 con dislivello, un po´ comincia a mettermi a disagio! Ma tanto devo cominciare ad aumentare il chilometraggio in vista della Bettelmatt e quindi posso solamente prepararmi psicologicamente partendo con un bell´aperitivo il sabato pomeriggio e pizza accompagnata da birra la sera. Con Mergozzo ha funzionato….

La notte è una delle peggiori che abbia passato negli ultimi mesi!!!!

Mi sveglio di continuo, non ho digerito e la mia colazione della domenica mattina ne è la testimonianza, bicarbonato a manciate per cercare almeno di “salvare il salvabile” mentre corro a destra e a manca per racimolare tutta la mia roba e uscire di casa per andare a recuperare il mio socio Brok.

Partiamo con un occhio al cielo e la speranza nei cuori di non dover affrontare qualche scroscio durante la gara.

Passiamo i 40 minuti di strada che ci dividono dal Mottarone con un clima abbastanza disteso e qualche battuta e una volta arrivati a destinazione parcheggiamo defilati, raccogliamo le nostre cose e ci dirigiamo con calma verso la piazza di Armeno.

Da lontano sentiamo già la voce di Ivo che tiene banco e una volta arrivati in centro il clima che troviamo è ancora abbastanza disteso.

Incontriamo subito i nostri amici Insubri della lunga e della sky e dopo qualche parola ci dirigiamo prima verso il ritiro pettorali per poi ripiegare verso il bar a fare colazione, visto che per fortuna il mio stomaco sembrerebbe aver deciso di collaborare.

Il tempo passa abbastanza alla svelta e una volta indossati gli “abiti di scena” è praticamente ora di registrarci alla partenza e schierarci sotto al gonfiabile.

Ci posizioniamo verso il fondo del gruppo, i partenti sono circa 450 ma mettersi davanti vorrebbe dire dover spingere da subito e il mio spirito di autoconservazione mi dice che forse non è il caso di fare la fine del pollo, ci tengo al mio collo……

Arriva Max Valsesia col suo quad….e “tutti” i capelli pettinati dalla brezza mattutina quindi la partenza si fa sempre più vicina.

Qualche raccomandazione per la prima parte di tracciato vista la larghezza ristretta delle vie del paese e parte il cronometro della nostra 25km (Max annuncia poco prima del via che è stato tagliato circa un chilometro e il popolo dei runners si lascia andare in un fragoroso applauso…)

Il primo tratto lo facciamo con veramente molta calma, le vie del centro sono circondate da muri ma anche il primo tratto di salita nel bosco non si presta ai sorpassi quindi l´unica cosa da fare è sfruttare l´occasione per fare un check della propria condizione e riscaldare la muscolatura.

Mano a mano che il gruppo comincia ad allungarsi possiamo iniziare con la progressione e i primi sorpassi e in breve tempo Brok, che era rimasto appena dietro me nelle prime fasi della gara, mi supera e comincia ad allungare.

Imposto il mio ritmo senza forzare troppo, quest´anno devo imparare il più possibile sui tracciati, ma non voglio dare loro del “tu” rischiando di farmi del male da solo.

Sempre meglio essere cauti….

Sono partito con i bastoncini da trail ma da subito mi accorgo che le pendenze mi permettono di spingere sulle gambe e quasi ne sono sollevato.

Dopo qualche chilometro di salita, guardando in alto e scorgo una maglia familiare ma non è Brok (maledetto, devo sparargli alle gambe per non farlo andare in fuga…).

Arrivato al primo ristoro riesco finalmente a colmare quei 40 metri che mi separano dal mio compagno e finalmente capisco chi è…

E´ Alessio e dal primo ristoro cominciamo a fare gara insieme raccontandocela un po su, uno dei migliori mondi per far correre via i chilometri più velocemente sotto i nostri piedi.

La strada è ancora lunga ma il percorso è davvero affascinante e mano a mano che lo percorro scopro anche essere abbastanza adatto a me.

Continuiamo la gara abbastanza scorrevolmente e come già successo all´Ossola, il fatto di recuperare su chi ti precede e non perdere su chi insegue ti dona energie che non crederesti di avere.

L´unico motivo per il quale continuo a guardare costantemente l´orologio è per non dimenticare di idratarmi in continuazione, voglio scongiurare qualsiasi possibilità di crampi.

Il tempo scorre, i chilometri anche, le gambe girano e a parte una fiacca che sento essersi formata su un dito del piede dal quinto chilometro circa, per il resto tutto fila liscio.

Non so di preciso a che punto sono ma per ora ho collezionato:

– Due serpenti morti sul tracciato

– Un asse trabocchetto su un ruscello

– Un paio di divagazioni su sentieri paralleli sbagliati con relativo inerpicamento per recuperare la giusta direzione.

Corro per qualche chilometro in testa a un gruppetto non vedendo chi mi precede ma alla fine riesco a rientrare ed è qui che quasi succede il patatrac….

Siamo tutti vicini, mi distraggo un secondo, una radice mi taglia la strada e…..ultimi 25 mt di stile libero della finale olimpica…..

Tiro 7 o 8 sbracciate, mi do per spacciato, tutti i muscoli si contraggono come poco prima di un impatto imminente, principio di crampi ad un polpaccio e…….ce l´ho fatta!!!!

Sono rimasto in piedi anche se mi è costato quasi una lussazione della spalla per gli schiaffi tirati al vento ma ho avuto la meglio.

Sento imprecare la radice alle mie spalle ma mi allontano velocemente e la sua voce si perde nel bosco…;)

Continuo con la mia gara, vado avanti con i sorpassi, ormai siamo nel tratto in discesa.

Dopo aver fatto gran parte di gara insieme ed esserci più volte aspettati mi rendo conto di essermi distanziato da Alessio ma sono concentrato sul percorso e ormai non ho più idea di quanta distanza ci sia tra noi.

Vado avanti a testa bassa, il percorso si fa più stretto e con la stanchezza si sa che le insidie del tracciato possono costarti caro.

Ad un attraversamento il ragazzo che mi precede frena di colpo!

Una macchina gli taglia la strada….Fiuuuu!!!!!

Pericolo scampato……

Un paio di accidenti, scambiamo due battute e poi nuovamente alla ricerca della massima concentrazione.

Comincio a sentire nuovamente la voce di Ivo in lontananza, supero un gruppetto, un altro concorrente, vedo la strada asfaltata e mi ci getto a capofitto.

Gli ultimi metri, sento che provando a forzare il ritmo i polpacci cominciano ad irrigidirsi ma ho davanti tre concorrenti e sono determinato a superarli tutti e tre prima del traguardo, voglio avere per me tutti i riflettori e non saranno di certo i crampi a fermarmi questa volta.

Ultima curva, mi immetto sul rettilineo finale, supero l´ultimo concorrente e da lontano vedo Brok.

Taglio il traguardo, felice come un bambino con Brok li ad aspettarmi con una birra in mano, me la porge, tiro una bella sorsata, ora posso rilassarmi!!!

E´ stata veramente un avventura fantastica, credo sia stata la gara che più mi sono riuscito a godere, dall´inizio alla fine.

Il ristoro finale è li che ci aspetta, sgambetto allegramente verso l´angolo più desiderato, mi prendo il mio premio e con un sorriso a 32 denti mi sgolo quasi tutta d´un fiato la mia tanto agognata lattina di birra fresca e schiumosa, delizia per il palato!!!

Intanto la festa continua, arrivano gli altri concorrenti, poco dopo il mio arrivo anche Alessio termina la sua corsa, ci incontriamo con i compagni di squadra e dopo aver visto l´arrivo dei primi della lunga ci dirigiamo verso il tendone pasta party.

Una volta che mettiamo le gambe sotto il tavolo si comincia a fare sul serio…..ora possiamo darci davvero dento ma questa è un´altra storia…….

Forza ISKYT e congratulazione a tutti.

Fonte: Graziano Bidoglio

Graziano Bidoglio
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