A volte il destino ti dà una seconda possibilità: Chamonix 2016 gara OCC

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Volevo condividere con voi e, perché no, avere anche un feedback su quanto mi è capitato durante le fasi finali della gara, unica nota negativa di una settimana fantastica all´insegna del trail.

Prima di partire per l´avventura, tra i vari messaggi di buon auspicio, c´era quello del saggio presidente che diceva: “In queste gare conta di più la testa che le gambe”, mai più vera fu questa frase. Ho basato tutta la gara su questa massima, il mio unico obbiettivo era quello di arrivare con un buon margine di anticipo sui vari cancelli in modo da gestire eventuali problematiche.

Detto fatto! Mi presento al 48 km, ultimo cancello con più di un´ora e mezza d´anticipo; punzonatura, cambio la maglia, bevo qualcosa e mi dico: “Dai che è fatta! Sono solo 8 km in discesa e neanche impegnativa”. Si va, esco dalla tenda e dopo qualche metro, senza un minimo di preavviso, il mio corpo mi molla: inizio a tremare, sensazione mai provata, forse lo stomaco? O forse le gambe? Non ci penso e vado avanti, cammino come un bradipo in discesa per circa 3 Km, a quel punto la testa è partita, mi accascio per terra, estraggo il cellulare e dopo vari problemi di comunicazione con l´organizzazione li convinco a far partire una squadra di soccorso.

Attendo tra l´incredulità dei concorrenti che con un lungo serpentone mi sfilavano accanto; si può ritirarsi a 4 km dall´arrivo? Credetemi, in quel momento ritirarmi era l´unica cosa che mi interessava fare. Passa più di mezzora, nel mentre riesco anche a trasmettere ansia e malessere alla mia famiglia, non arriva ancora nessuno, richiamo e mi metto animatamente a discutere. Nel frattempo? Nel frattempo la mia testa riconnette, mi rialzo in piedi e dico “facciamo così: io inizio a scendere se ho ancora problemi vi richiamo”.

Riparto, mi sento bene, che stupido! Forse avevo solamente bisogno di un po´ di riposo? Mi godo gli ultimi km come se nulla fosse successo, (2 ore e un quarto x 8 km di discesa scorrevole, un fulmine!) ma ecco finalmente l´asfalto di Chamonix, poi l´apoteosi…

Cosa vi posso dire? Testa? Fisico? Non saprei… il destino ha voluto darmi un´altra possibilità e io me la sono presa.
Grazie a tutti
Gianni

Fonte: Gianni Pellegatta

Gianni Pellegatta
Gianni Pellegatta
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