Eolo campo dei fiori trail

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Lo so, non sono pronto per quello che mi aspetta….sono ormai mesi che tutti me lo ripetono e hanno ragione ma io sono un po testardo e visto che ormai sono iscritto non ho intenzione di cedere il mio pettorale n.° 76 per nessun motivo al mondo.

La prima edizione della Eolo Campo dei fiori Trail è la mia nuova sfida e non me ne voglio privare.
Certo, i miei allenamenti negli ultimi mesi sono drasticamente calati e dopo un inizio di stagione che devo dire mi aveva in parte gratificato, ho avuto un calo netto, dovuto a qualche problemino di troppo e ad un “rilassamento” psicologico.
Ma è proprio nella testa che cercherò il principale alleato nella gara che mi attende!!!
Il venerdì mi reco Gavirate per ritirare il pacco gara e per una prima presa di contatto con la location. La sera controllo un ultima volta il meteo per il sabato mattina, che come già da qualche giorno recita inesorabile “piogge brevi” a metà mattinata.
Effettivamente sabato mattina il cielo è coperto ma non piove, arrivo un ora prima della partenza al parcheggio dove trovo già alcuni compagni e dopo averli salutati e aver scambiato qualche battuta, mi dirigo insieme ad Alessio verso il gonfiabile dello START dove incrocio Roberto, amico dell´Atletica Casorate, ex vicino di casa e mio fedele lettore.
Il tempo passa velocemente ed è ora di partire.
Sulle note di London Calling dei Clash sale l´adrenalina, ecco lo sparo.
E´ accompagnato dal suono di 238 paia di piedi che ha inizio la mia gara, obiettivi solo stare nei cancelli orari e arrivare al traguardo.
Niente battaglie, niente sfide, solo arrivare alla fine vivo ed incolume…
Il primo tratto lo percorro al fianco dei miei compagni ma appena comincia lo sterrato, decido di rallentare e prendermela comoda memore dei problemi avuti in passato.
Comincia la salita verso il forte di Orino e già mi sembra di non avere più fiato, anzi, è proprio così!
I primi 8 km sono i più devastanti e mettono in luce quanto poco sia allenato.
Riesco ad essere al primo cancello con un anticipo abbastanza rassicurante ma non sapendo come si evolverà la corsa, decido di spingere un pelo di più dei concorrenti che vedo di fronte a me per cercare di arrivare al secondo cancello con un margine ancora maggiore.
La discesa fila via liscia ma alla prima variazione di pendenza sento che qualcosa nelle mie gambe non funziona come dovrebbe e decido di chiedere a chi mi sta a fianco se siamo già al dodicesimo chilometro….la risposta è inequivocabile “SI”!!!
Ecco che la maledizione del 12° Km che si manifesta anche questa volta.
Per fortuna rallento subito il mio passo, mi fermo un momento, stretching e appena sento che la situazione migliora riparto.
Da qui in poi è tutto un tira e molla con chi mi precede, le facce che vedo sono sempre le stesse e mi accompagnano per tutta la strada, un po precedendomi, un po inseguendomi, spesso insieme per darsi la forza e scambiare qualche parola.
Cosi scorre tutto il tratto “pianeggiante” verso la risalita che ci porterà all´osservatorio e ancora più su, in cresta e da dove si potrebbe godere di un panorama mozzafiato se non fosse per la pioggia che ci ha accompagnati da poco dopo l´inizio fino a circa metà gara e che ora ha lasciato spazio solo alle nuvole che l´hanno portata.
Arrivati nel tratto più alto del percorso e ormai quasi asciutti per via della brezza che ha iniziato a soffiare è già ora di ricominciare a scendere verso Gavirate, facendo attenzione ad evitare di farsi male proprio sull´ultima discesa.
Gli ultimi chilometri si corre senza più badare alla fatica e appena intravediamo l´asfalto si racimolano le ultime forze residue per colmare nel minor tempo possibile l´ultimo tratto che ci separa dall´arrivo.
Non manca nemmeno nell´ultimo chilometro lo scambio di battute con spettatori e volontari, come d´altra parte è accaduto lungo tutto il tracciato.
Ultima curva, ultimo tratto in discesa, ecco il viale alberato, il gonfiabile, i compagni Insubri che mi aspettano, ce l´ho fatta!
Al di la del tempo impiegato so che i chilometri percorsi sono una buona base per ricominciare ad allenarmi seriamente in vista della stagione 2017, ora sta a me metterci la testa, la stessa che metto ogni qualvolta mi trovo in difficoltà e che mi sprona a non mollare, per nessuna ragione!
E´ davvero un peccato non aver avuto al mio fianco (ehmmm, davanti) il mio amico Brok anche durante questa gara, ma quando gli ho prospettato la possibilità di correre qui mi ha candidamente risposto “Sei pazzo Biurz, al massimo la 18….”.
AH,AH,AH, grande, piccolo, malefico Brok!!!
E´ stata ad ogni modo una grande esperienza e siccome tre è il numero perfetto (e i suoi multipli anche…) non ho resistito e mi sono lasciato tentare.
Il bello dei trail è anche questo e seppur responsabilmente visti i chilometri da percorrere, ad OGNI ristoro non mi sono fatto mancare un bel bicchiere di Tre Luppoli, generosa motivatrice e fedele compagna, nettare rigenerante e ancestrale rimedio per i malanni.
Insomma, non sarò ancora riuscito a prenderne parte ma io la mia privata Arrancabirra non me la faccio MAI mancare….;)

Fonte: Graziano Bidoglio

Graziano Bidoglio
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