“Scusate l’assenza” di Rob Isolda

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Sono stato via un po’ lo ammetto, però quanta fffffi..scherzo, asfalto, si parla di a-s-f-a-l-t-o.

È un materiale strano, ha un colore anonimo ma sa renderti ambizioso.

Sa farti muovere il polso più di quanto tu non abbia fatto alle prime armi con certi video, mi riferisco al polso amico del gps che indica il ritmo di gara, sia chiaro!

Mi è andata male purtroppo, questo asfalto accende le gambe ma spegne i pensieri, seppur ambiziosi, ma ha aiutato a riscoprire la cara, vecchia, sana, cattiva e #mannaggialamiseriaquandofiniscelasalita corsa in montagna.

 

A distanza di più di un anno mi ritrovo a percorrere la Via degli Abati, 125blablabla – i numeri non se li caga più nemmeno il trascurato tastierino dello smartphone – gara semplice ed efficace nell’organizzazione, minimal al punto giusto da farla sembrare una di quelle competizioni ammeregane (con magari un fibbiozzo di bronzo o argento se va di cūlo), con un percorso veloce, meditativo e onirico in sottoboschi di querce secolari.

 

Poi la trama continuerebbe eh, si può parlare di volontari meravigliosi, di ristori a cui pure mia zia di Caserta avrebbe fatto un (impercettibile) cenno di consenso, di atleti col cuore grande, di amicizie nate e coltivate su sentieri morbidi che invitano a spingere.

 

Ma perché stare a parlarne?

È una trama diversa per ciascuno di noi, la mia finisce con il classico bacio tra i due protagonisti e…no, non sono uno dei due.

Io compaio nei titoli di coda alla dicitura co-assistente-schiavo alle luci dell’alba che ho visto dopo la gara con il sorriso stampato in volto.

 

Rob

Roberto Isolda
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