Grand Bucc Race 2017 (Cronaca di un sopravvissuto)

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Domenica 18 giugno è il secondo giorno di un week end fantastico all’insegna del sole e del cielo azzurro.

Come consuetudine la sveglia suona un’ora e mezza prima della partenza per la mia destinazione, giusto per non rischiare di farmi cogliere impreparato. Questa volta il mio fine settimana è stato più movimentato del solito quindi decido di non appesantirmi ulteriormente e dopo una colazione leggera inizio a caricare la macchina.Oggi abbiamo un ospite con noi, ho il piacere di potermi presentare alla partenza oltre che accompagnato dalla mia splendida compagna di vita (non la moto ma quella fatta di carne ed ossa….) sempre pronta ad immolarsi aspettandomi per ore al traguardo e che accende ogni mattina le mie giornate con i suoi splendidi sorrisi, anche da una delle nostre compagne di squadra più affermate, la mitica Simo LO….che non sarà ricca e famosa come J LO ma che oltre ad essere una gran brava persona è anche un’atleta che non si risparmia mai, in allenamento come in gara.

Dopo questa bella sviolinata alle mie due passeggere eccoci al resoconto dall’arrivo in macchina a Trasquera alle 8:30 del mattino, giusto in tempo per gustarci la partenza della gara lunga che tra i protagonisti vedrà il sempre più in forma Stefano “Rino” Rinaldi, primo al traguardo e campione italiano CSEN Outdoor e Michele Vulcano, sempre presente nelle posizioni che contano.

Ora è il nostro turno partendo dal ritiro pettorale, passando poi per la fase di vestizione/scelta della scarpa, fino ad arrivare alla tanto agognata partenza.

Ore 9:30, tutto è pronto per la partenza del giro corto…corto si ma il dislivello che lo separa dal lungo è di poco più di 200 metri in 9 km e questo la dice lunga sull’impegno che dovremo metterci.

La partenza è in discesa quindi decido di non scaldarmi e preservare le forze per la salita della quale so poco o nulla se non che sarà di sicuro impegnativa.

Start, posizionato nelle retrovie ma non troppo distante dalla testa della corsa (siamo solo in una settantina di anime) mi appresto a passare le prossime ore sui sentieri della Valle Divedro.

Come dicevo i primi chilometri sono in discesa e seppur non in gran forma comincio da subito a recuperare qualche posizione, permettendomi persino di riprendere Simona partiva avanti sullo schieramento.

Il primo quarto d’ora di gara scorre veloce con 200 metri circa di dislivello negativo, ma eccoci di punto in bianco che dopo aver attraversato il ponte del diavoletto ci troviamo a fare i conti con un bel muro che in un paio d’ore mi porterà a passare dai 1000 ai 2180 metri del Passo delle Possette.

Accompagnati da una colonna sonora di trombe e Heavy Metal e dopo qualche sorso di Menabrea gentilmente offerta dai casinisti della cima, eccoci pronti per gettarci a capofitto verso Ponte Campo.

In realtà la discesa non è così amichevole e non riesco mai a prendere un ritmo importante, beccandomi anche una bella storta alla caviglia e temendo per un attimo di aver pregiudicato la mia gare e gli sforzi sostenuti fino ad ora.

Per fortuna, dopo un controllo veloce della situazione e qualche passo per testare la stabilità del piede, ricomincio a correre.

Il piano che costeggia il torrente che riporta a Trasquera è quasi tutto sotto il sole e in questa torrida giornata si fa sentire.

Le gambe girano ancora ma il mio ritmo non è dei più veloci, stringo quindi i denti e cerco di risparmiarmi per l’ultimo strappo in salita.

Eccoci al cartello dei 5 km al traguardo….mi dico “Dai, che il prossimo è quello dei quattro!!!”

Questo giochetto va avanti fino ai meno 2, le gambe non rispondono quasi più, inciampo di continuo.

Poco prima del traguardo mi supera Federico Corti, il presidente della Val d’Ossola Sport, il tempo di uno scambio di battute e sparisce all’orizzonte nel bosco che ricomincia a salire.

Faccio giusto in tempo a racimolare le forze che mi rimangono, supero un paio di concorrenti della corta che hanno ormai finito la benzina e stanno camminando, voglio arrivare al traguardo il prima possibile e sull’ultimo strappo faccio del mio meglio per tagliarlo correndo.

Una volta passato sotto al gonfiabile realizzo che la fatica è finita….almeno per questa volta……

Trovo ad aspettarmi Lara e i miei compagni di squadra, due battute e mi accascio a terra esausto.

E’ stata proprio una bella faticaccia e i miei pensieri sono andati per quasi tutta la gara alla Bettelmatt, chissà se riuscirò a non farmi cogliere impreparato anche quest’anno…..

Ora penso solo a godermi un meritato riposo, a bermi una bella birra fresca e a recuperare le forze per la prossima fatica.

Le settimane a seguire saranno intense, un susseguirsi di allenamenti che mi porteranno ad affrontare la Mozzafiato di Cannobbio, giusto una settimana prima della 35 km di Riale.

Seguiranno news ma nel frattempo invito tutti i miei affezionati lettori a prendersi un attimo di tempo, sedetevi comodi sul divano, prendete un bel respiro e….. stappatevi una Bionda, Rossa o Scura a seconda delle vostre preferenze pensando a me!!!!  Cheers.

Graziano

Graziano Bidoglio
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