VALMALENCO ULTRA DISTANCE TRAIL, ovvero, non solo UTMB

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Sta tornando la notte, di già?

Guardo l’ora, sono le 7,00.No, che strano pensiero, sono le sette del mattino, la luce è così simile a quella crepuscolare, forse sono un pò stanco, ma mi devo concentrare per convincermi che è mattina, non sera.Sono partito da Caspoggio a mezzanotte esatta, mi sa che quella partenza nell’ora delle streghe, fantasmi, ubriachi e ultratrailers ha un pò scombussolato i miei bioritmi.

Sto trotterellando nei pressi del lago Palù, di notte sicuramente luogo di ritrovo per sabba stregheschi, (VUT sfiora luoghi rassicuranti come Pizzo Cassandra, Monte Disgrazia, manca solo la Selletta dell’Impiccato…al Sud sono più solari …CalaFemmenaLasciva…) ma ora che ho realizzato che è giorno, e che la notte a venire è lontana e che quella appena passata è …passata, mi sorprendo felice.Il posto è di una bellezza che stordisce.

Mi ero iscritto a questa corsa (87 km, 7000 d+) in un momento di follia delirante, tanti mesi fa, quando stavo bene.Poi tanti mesi a tribolare dietro a una fascite plantare subdola e stronzetta, che mi ha fatto rallentare gli allenamenti, ritirare al 70° della quasi omonima BUT e molto altro.Eppure, da una decina di giorni sembra essersi ritirata lei.Non mi fido, ma per ora è così.

Resta il fatto che ho superato la metà gara, e soprattutto ho passato il temutissimo passo del Ventina, quota 2.675, un millino d+ verticale e la seguente discesa strapiombante e vertiginosa, che mi ha creato parecchia preoccupazione, tanto più che percorsa al buio (beati quelli più lenti).I primi 200/300 m d- del Ventina me li ricorderò a lungo, e a lungo ringrazierò quell’angelo che con un potentissimo faro mobile da un milione di lumen ci dava una mano.

Sono partito svelto i primi 8 km, su ciclabile e sterrato facile in leggera discesa, per evitare eventuali imbuti, ed è stata una buona idea.Tratto percorso in compagnia di Nico Valsesia, personaggio noto per le sue imprese bici/trail/alpinistiche in giro per il mondo, spesso con record, che mi ha colpito nuovamente (un pò lo conoscevo già) per il suo atteggiamento scanzonato, da antidivo.Pollice up, i like it.

Saluto l’accogliente Palù, perchè ora VUT ti fionda ai 2800 m del Rifugio Marinelli, ad un niente dalla cima del Bernina, in un ambiente che pare un paradiso infernale o un inferno paradisiaco, a Vs preferenza.Quota 2500 mi saluta con un paio di violenti tuoni, rabbrividisco, un temporale qui è un grosso guaio.Prima del Marinelli ci sono traversi di enormi pietre dove si procede lentissimi facendo scrambling, non ci voglio pensare ad affrontare un temporale qui.Ma perchè mi iscrivo a queste gare deliranti, tecnicissime, da molti definite come un “doppio Kima”..proprio io che amo il “corribile” mi ritrovo all’ultra forse più tecnica e verticale della scena nazionale, probabilmente europea.Ok, passo anche il Marinelli, si resta intorno ai 2800 m ancora per 5 lenti e stratecnici km, poi picchiata verso la “civiltà”.

Nel mentre mi era giunta la notizia di un decesso per infarto, l’elicottero frulla intorno a noi, e si vede che non è come all’inizio, quando ci veniva vicino per riprenderci mentre facciamo ciao mamma con la manina.No, adesso sta recuperando gente in difficoltà.

Resto calmo e concentrato, il fatto di temere questo percorso mi ha aiutato sin dall’inizio, ma ora è tempo di mollare le redini.Come preventivato, dal 75° km in poi rendo l’anima al diavolo e sparo tutte le mie cartucce, da qui in poi è Trail, non più ExtremAlpineSkysalamadonna, mò si corre!Rimonto posizioni una dopo l’altra, 80°km, l’Ambit mi molla, frega niente, è finita, spingo come se non ci fosse un domani, a metà gara ero 51°, dopo essere sempre stato schiscio, ora voglio entrare nei 30, che in un percorso simile per me vale un podio.

Ma non arrivo.I chilometri, saprò dopo, sono 96, e io faccio Boooom, all’unisono testa e gambe.Cammino per un’infinito pascolo, mi infilo in un altrettanto infinito bosco, mi sembra di camminare da 30 minuti, ma guardo l’ora (quella l’Ambit ancora me la dice) e sono passati 3 minuti e 3 atleti mi hanno passato, la mia percezione del tempo se ne è andata a male come stamattina, sono sopra Caspoggio, ne vedo le luci, ma le mie luci sono spente da tempo, 3 km di discesa mi paiono ora intollerabili, come mi pare intollerabile arrivare a metà classifica dopo una gara perfetta, rovinata da una distanza dichiarata del tutto sballata.No, meglio un DNF che un grigio e triste posizionamento, e così mi infilo in una jeep degli increduli volontari e mi ritiro.

87 km dichiarati, ne percorro 93, e stando bene, stanchezza a parte, decido di non finirla a 3 km di discesa dall’arrivo.

Non sono pentito.

 

P.S.

Dimentico per un attimo la distanza sbagliata, l’enorme delusione e la solenne incazzatura, e VUT diventa la più spettacolare, tecnica, sicura, tifata, meglio organizzata gara mai fatta.Non vedo l’ora di ripartire, ma si alterna al Kima, dunque devo pazientare due anni.Ci sono state lamentele per i rifornimenti terminati, non saprei, personalmente non ho avuto problemi, ma ho fatto 3/4 di gara in autonomia.I cancelli orari sono stati ridefiniti a gara in corso, ma va considerato che avere alla prima edizione un morto dopo un paio d’ore di gara non dev’essere tanto semplice per gli organizzatori.

Se qualcuno fosse interessato … VUT non è una gara dura, è cattiva…C’è una sottile differenza.

Ciao…

Andrea Sommariva

 

 

Andrea Sommariva
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